Il nostro lavoro ha bisogno di cura!

Mancano gli educatori. La carenza di risposte e le scarsissime candidature quando le Comunità educative cercano nuovi operatori è oggi allo studio di commissioni composte da esperti nel campo educativo. Vengono studiati i motivi cercando i molti fattori che incidono sulla mancanza di Educatori per poter affrontare questo problema con possibili soluzioni. Molte sono le voci che formano un coro di richiesta di attenzione rivolto alle autorità preposte. La scarsità di personale, infatti, mette in crisi le Comunità educative, le strutture che collaborano con il Tribunale per i Minorenni e i Servizi sociali a cui i minori sono affidati, sostenendo le situazioni fragili da cui provengono e accogliendo giovani con famiglie, storie di vita, culture e problematiche differenti. Una educatrice racconta: “Il nostro lavoro ha bisogno di cura. Dobbiamo poter rispondere in modo creativo a bisogni specifici dei ragazzi che vengono accolti. Insieme a ognuno di loro va costruito passo dopo passo, con flessibilità, un progetto che lo incoraggi a essere responsabile di se stesso.” L’educatore è un lavoro meraviglioso, andrebbe raccontato di più. Ma i “ragazzi scomodi” spaventano e non attirano. Deve essere capita la bellezza di lavorare con loro e per loro. Bisogna essere pronti a non spaventarsi davanti alla crescente rabbia degli adolescenti. Non si impara sui libri la capacità di avvicinarsi ma anche di prendere le distanze in certi momenti per poter dettare le regole. Per contribuire a sostenere gli operatori già in attività e rafforzare le loro capacità professionali, UNEBA, Unione Nazionale Istituzioni e Iniziative di Assistenza Sociale, ha messo a punto un piano formativo per Operatori di Settore nella relazione d’aiuto Area Minori. La Coordinatrice Commissione Nazionale Minori e la Coordinatrice Commissione Minori Regione Lombardia sono operatori dell’Associazione Gruppo di Betania Onlus. Nell’introduzione all’offerta formativa si legge che quando un bambino o ragazzo viene seguito nell’ambito di un contesto di aiuto a causa di situazioni di fragilità e/o pregiudizio, il compito di chi lo accoglie può essere straordinariamente difficile. Coloro che sopravvivono ad esperienze sfavorevoli possono infatti mettere a dura prova chi si occupa di loro, nonostante le buone intenzioni di questi ultimi. E nelle situazioni più complesse, si possono innescare dinamiche relazionali disfunzionali che possono determinare esiti negativi da un punto di vista emotivo e comportamentale. L’obiettivo raggiunto del percorso formativo è stato discutere le modalità di funzionamento di questi bambini e ragazzi, riflettere sulle risorse e sui limiti dell’azione educativa e fornire spunti teorici e di intervento per l’educatore impegnato con questo difficile compito. Hanno partecipato educatori, operatori psicosociali, mediatori familiari, counselor e tutte le figure professionali impegnate nella relazione d’aiuto. Il corso si è sviluppato attraverso una metodologia didattica e interattiva che prevedeva , accanto a imput teorici e metodologici, esperienze pratiche e buone prassi. I temi trattati sono stati approfonditi con esperti nel campo. I formatori erano una psicologa, una pedagogista ed un’educatrice professionale. La forza del percorso è stata proprio l’esperienza diretta che i formatori avevano nel lavoro in comunità con i ragazzi. Il corso si è concluso con la richiesta di proseguire, almeno periodicamente con momenti di confronto tra operatori delle diverse strutture.

Palla al centro – Una festa dello sport e non solo

Il 9 ed il 16 giugno presso l’Associazione Gruppo di Betania Onlus si è svolgerà l’evento QuBì: “Palla al centro – sport e crescita”.
QuBì-La ricetta contro la povertà infantile, è un programma il cui obiettivo è contrastare il fenomeno della povertà infantile promuovendo la collaborazione tra le istituzioni pubbliche e il terzo settore e realizzando interventi mirati a bisogni specifici in 25 quartieri della città di Milano.
L’Associazione Gruppo di Betania è entrata a far parte della Rete QuBì nel 2021 e quest’anno, nell’ambito dei progetti, ha voluto realizzare due giornate di giochi e sport per i giovani con l’obiettivo di aiutarli a riprendere la propria capacità di socializzazione dopo questo lungo periodo di chiusura tramite momenti di festa, di allegria e di attività fisica. Soprattutto in un momento storico in cui sono venuti meno diritti fondamentali come scuola, possibilità di aggregazione e sport, è importante ripartire dal diritto di provare la gioia di giocare, di allenare il corpo e di sperimentare nuove attività ludico-culturali. Questi sono tutti elementi fondamentali per lo sviluppo sano degli adolescenti.
Agb Onlus ha organizzato queste giornate con momenti di condivisione e riflessione, partecipata e sportiva, per migliorare il proprio benessere psico-fisico avvicinandosi alla consapevolezza di sé. Molto importanti i due incontri formativi: “Educazione&Sport” tenuto dal Counsellor Giorgio Ronchi e “Wilding: autodifesa istintiva e psicofisica” tenuto da City Angels.

BUONA ESTATE!

L’estate per le ragazze accolte nelle nostre Comunità educative non è solo divertimento, ma è molto di più!
È CRESCITA, SCOPERTA, SOCIALIZZAZIONE, APPRENDIMENTO.
È una preziosa occasione per preparare il proprio BAGAGLIO PERSONALE,
che ha per fine la promozione dell’autonomia di ogni ragazza
all’interno della vita sociale e interpersonale. Gite culturali, corsi
sportivi, apprendimento di una lingua straniera, tirocini, vacanze di gruppo, percorsi formativi e tante altre esperienze nuove e stimolanti.
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Associazione Gruppo di Betania Onlus
Iban: IT 70 A 08440 20400 0000 0002 8281
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Causale: attività estive

Approfondimento, scambio e confronto. L’Associazione Gruppo di Betania Onlus forma i volontari

Il corso di formazione “Nelle Radici” organizzato da Associazione Gruppo di Betania Onlus di Milano nell’ambito di Storia Nova, è rivolto ai volontari dell’Associazione Il Melograno Onlus, che da anni opera all’interno di strutture educative che accolgono giovani allontanate dalle loro famiglie dal Tribunale per i Minorenni.

Propone una formazione all’interno della quale i partecipanti hanno la possibilità di condividere esperienze e discutere, guidati da una pedagogista dell’Associazione, sul senso del servizio e sull’importanza della relazione in contesti educativi che si occupano di minori e della loro tutela, in un’ottica di prevenzione e contrasto al maltrattamento minorile.

Strumenti e competenze

Le persone che scelgono di svolgere il servizio di volontariato in ambito sociale sono risorse preziose e fondamentali per le istituzioni e il territorio. È essenziale offrire ai volontari un’adeguata formazione che permetta loro di sviluppare maggiore consapevolezza e dimestichezza con l’importante ruolo educativo che ricoprono. Il corso vuole favorire l’acquisizione di competenze e strumenti adeguati a svolgere con attenzione il delicato servizio in contesti di relazione di aiuto, nello specifico rivolto ai minori in difficoltà.

Formazione non frontale

Gli incontri di formazione si svolgono mensilmente negli spazi dell’Associazione, con la possibilità di partecipare tramite un collegamento da remoto. Una formazione non frontale, bensì un luogo di confronto e scambio con il contributo attivo di ogni partecipante. E proprio lo scambio di esperienze e modelli educativi diversi sollecitano interrogativi e offrono nuovi spunti di riflessione e approfondimento.

Gli obiettivi della formazione in corso sono la Relazione e l’Accoglienza, che vengono declinati in tematiche quali l’importanza dell’ascolto e del dialogo sia con i giovani sia con gli operatori di riferimento.

E’ inoltre rilevante supportare e guidare i volontari nei risvolti emotivi della relazione con i giovani in difficoltà.

Mantenendo al centro il tema della Relazione, attraverso i vissuti riportati dai partecipanti, è possibile affrontare alcuni approfondimenti rispetto a ciò che comporta, anche da un punto di vista istituzionale, la presa in carico di un minore seguito dai servizi sociali.

Mettersi in gioco

Partecipazione è una delle parole chiave di questo intervento formativo, che riscontra la forte volontà di chi frequenta di mettersi in gioco nella relazione di aiuto con consapevolezza e grande delicatezza.

Il confronto con la pedagogista, che opera quotidianamente nella residenzialità con giovani adolescenti, aiuta anche nella rielaborazione delle emozioni e delle situazioni, mantenendo fermo lo sguardo su quelli che sono gli aspetti di tipo istituzionale.

La formazione è un supporto importante per i volontari, che da subito si sono sentiti sostenuti nel servizio che svolgono attraverso un processo di apprendimento e un confronto che consente di aprire lo sguardo e ripensare alla relazione con le giovani in altro modo, aggiungendo tasselli e sfaccettature al loro contributo nei progetti educativi.

Approfondimento, scambio e confronto. L’Associazione Gruppo di Betania Onlus forma i volontari – StoriaNova (percorsiconibambini.it)

STORIA NOVA

Associazione Gruppo di Betania è partner del progetto nazionale STORIANOVA selezionato dall’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il progetto intende potenziare l’offerta di interventi e attività di contrasto al maltrattamento, nella tutela e protezione dei minori in Italia, contribuendo a rafforzare la capacità di intervento delle reti specialistiche dei servizi locali e nazionali.

Destinatari del progetto sono i giovani, le famiglie, la comunità educante (scuole, associazioni di volontariato, ecc.), ma anche gli operatori territoriali sanitari e sociali con i quali si vogliono sviluppare:

· interventi preventivi, tramite corsi di formazione dedicati e rivolti agli stakeholder territoriali

· interventi diretti a favore dei giovani

· realizzazione di protocolli di intesa condivisi dai diversi attori territoriali

· promozione della cultura dell’affido

Il Progetto, che ha come capofila l’Associazione Cante di Montevecchio ed è attivo nelle sei regioni partner (Lombardia, Piemonte, Sicilia, Calabria, Marche, e Toscana), ha tra i suoi obiettivi lo sviluppo di una Rete nazionale altamente specializzata nella tutela dei minori, attraverso la condivisione e la messa a sistema di metodologie di intervento, partendo dalla volontà di promuovere il confronto e progettare insieme.

storianova-percorsiconibambini

Villaluce, dove le ragazze diventano donne autonome

Da oltre 40 anni minorenni provenienti da situazioni familiari complesse vengono qui accolte dalle Suore missionarie di Gesù Redentore e da educatori. Parla suor Franca Corti

Una realtà attiva sul territorio del Decanato di Affori da oltre quarant’anni è quella di Villaluce, che l’Arcivescovo visiterà il 22 gennaio alle 9. Quella di via Ippocrate 22 è la prima sezione aperta a Milano nel 1980 dalle Suore missionarie di Gesù Redentore, appena costituite dopo aver lasciato la comunità delle Suore della Riparazione a Lampugnano: con alcuni laici fondarono la nuova realtà ospitando le prime 5-6 ragazze, anch’esse provenienti dall’altra struttura di accoglienza.

«Quella di lavorare insieme ai laici – spiega suor Franca Corti, responsabile di Villaluce – è una scelta che scaturisce anche dalle nostre costituzioni. Oltre a Villaluce esiste anche la Casa del sorriso, in provincia di Varese, e nel 2016 abbiamo aperto a Milano, in zona Quarto Oggiaro, una comunità terapeutica di neuropsichiatria per adolescenti che si chiama Omada».

Com’è cambiata nel tempo la tipologia delle vostre ospiti?

Due anni fa abbiamo festeggiato i 40 anni di Villaluce: da allora abbiamo accolto 1600 ragazze e se penso alla complessità delle accoglienze… Le ospiti rispecchiano l’evoluzione della società: prima erano ragazze che a livello sociale e culturale erano molto più povere e con un livello di istruzione basso; oggi invece studiano e arrivano anche da famiglie socialmente e culturalmente elevate, nelle quali però emergono altri tipi di povertà, di valori e di senso della vita. Poi abbiamo le classiche famiglie povere che vengono dalle periferie, ma anche tante ragazze che arrivano da tutto il mondo (America Latina, Asia, Cina, Africa…): qualche anno fa abbiamo avuto il boom, adesso sono per il 60% italiane e il 40% straniere.

Qual è l’età delle ragazze?
Accogliamo minorenni dai 14 anni in su. Arrivano tutte attraverso i Servizi sociali con decreto del Tribunale per i minorenni. A 18 anni possono decidere se andarsene o chiedere il prosieguo amministrativo per continuare il loro percorso fino ai 21 anni, anche perché la maggior parte di loro arriva da situazioni familiari molto complesse e difficili.

E una volta fuori cosa fanno?
La maggior parte non rientra a casa, anche se noi svolgiamo un grande lavoro con le famiglie, perché rappresentano le radici delle ragazze. In ogni caso lavoriamo sul recupero dei rapporti, perché riescano a rappacificarsi con il loro passato. Chi non rientra inizia un percorso di autonomia con un progetto individuale: noi le aiutiamo a trovare casa, lavoro e un minimo di stabilità affettiva, perché poi vanno a vivere da sole.

Quali sono i requisiti dei vostri educatori?
A tutti chiediamo la capacità di accoglienza, la passione per la vita e il desiderio di amare le ragazze, oltre alla professionalità. La residenzialità è molto impegnativa perché copre giorno e notte; inoltre si tratta di accoglienze che mettono in crisi, si toccano certe povertà e fatiche difficili da sostenere se non si ha passione. Per questo garantiamo a tutti la formazione permanente. Solo a Villaluce abbiamo una quarantina di educatori dai 24 ai 50 anni.

Attualmente quante ragazze avete?
Sono una cinquantina, ma divise in piccole comunità, perché abbiamo una rete. Qui in via Ippocrate ne abbiamo tre (due ospitano 8 ragazze e una 5), più una comunità di pronta accoglienza con 10 minori. Al termine del percorso le giovani possono spostarsi in altre abitazioni che abbiamo sul territorio: sono ancora comunità dove vivono 5 ragazze seguite dagli educatori. Se a 18 anni chiedono di continuare abbiamo anche alloggi per l’autonomia, dove vivono da sole o con un’altra compagna; l’educatore non vive con loro, ma segue i progetti individualmente. Entrano ragazzine ed escono giovani donne.

di Luisa Bove

Villaluce, dove le ragazze diventano donne autonome

Diario della Pre-vacanza

Scritto dalle ragazze e dalle educatrici di una comunità educativa, descrive con semplicità una settimana in Liguria, di Pre-vacanza che per Villaluce è un tempo in cui ognuna prepara il proprio “bagaglio” per affrontare le esperienze che la attendono durante l’estate: famiglia, addestramento lavorativo, studio, amici.
Iniziamo questa avventura… se ognuna di noi offrirà al gruppo un impegno, una qualità personale qualcosa, anche di piccolo di sé, sarà una fantastica settimana per tutte noi !!!!!
28 giugno Siamo partite finalmente… con un po’ di ritardo. Il viaggio è stato un poco lungo, ma piacevole… stavamo andando al mareee. Uscita Genova Pra’ e poi salita con una strada strettissima e arrivo in un parcheggio sempre molto stretto. Siamo scese dal pullmino, faceva un caldo insopportabile e una signora gentile ci ha accolto ed accompagnato alla casa. Il percorso era un po’ faticoso, fatto di salite e discese in questo piccolo paesino colorato. Arrivate alla casa ci siamo precipitate dentro. Dopo esserci sistemate nelle camere abbiamo dato un’occhiata fuori… non ci eravamo subito accorte di quanto fosse bello… il richiamo del mare era troppo forte e così in fretta e furia ci siamo preparate e siamo andate in spiaggia… La spiaggia di Genova Voltri non è caraibica, ma il desiderio di mare era così forte che non ci abbiamo fatto molto caso. Dopo esserci divertite in acqua e aver preso il primo sole… ci siamo chieste: “Che facciamo a cena questa sera?” Prima di scendere avevamo notato una griglia… “Facciamo una grigliata?” Detto fatto, abbiamo fatto la spesa. La nostra super fuochista Erica ha acceso il fuoco e tutte ci siamo date da fare. Una cena squisita un paesaggio fantastico… siamo state proprio bene. Questa sera mentre preparavamo tutto ci siamo guardate un po’ intorno; questa casa si chiama “Betania”… e un nome di Villaluce è Associazione Gruppo di Betania!!! Esplorando i dintorni abbiamo incontrato degli strani vicini ah ah ah, degli asinelli!… in questa casa ognuno trova il suo angolo preferito. Piano, piano diventa buio e dopo un’ultima occhiata alle stelle e alle luci della città lontana, andiamo a dormire.
29 giugno Oggi abbiamo deciso di andare al mare in una bella spiaggia, il paese si chiama Celle. Il mare era bellissimo ma anche un po’ agitato e così abbiamo lottato contro le onde facendo delle vere e proprie prodezze, ma proprio mentre terminava la giornata accadde l’irreparabile: un membro del gruppo è fuori gioco perché si è fatta male!!!
30 giugno Oggi giornata impegnativa: gita all’acquario di Genova e arrivo della nostra tirocinante Martina che rimarrà con noi per salutarci e fare insieme un po’ di mare. Prima di cena la accompagneremo alla stazione e noi andremo a cena fuori e dopo al lunapark… unico dubbio: come faremo a mantenere tutto nello stomaco salendo sulle giostre? Dopo la cena al ristorante abbiamo scoperto che tutti i lunapark della Liguria aprono il primo luglio… e adesso? Certamente Erica non si arrende! Abbiamo trovato una alternativa divertente!!! Bowling e giochi elettronici .. siamo tornate molto tardi ma molto divertite.…comunque la cena a base di pesce era squisita !!!
1 luglio Oggi parco acquatico “Le Caravelle”… niente foto… avremmo dovuto avere un cellulare impermeabile!!!
Comunque i ricordi resteranno nelle menti e nei cuori di chi ha vissuto quei momenti divertenti. Stasera abbiamo avuto a cena la signora Paola. La casa Betania è un suo sogno che si è realizzato… desiderava da sempre aprire una “locanda” per ospitare persone che avessero bisogno di una sosta per riprendersi in mano la vita. Questo suo desiderio è diventato realtà grazie ad una serie di coincidenze e persone che l’hanno aiutata.
2 luglio Stamattina abbiamo fatto i bagagli e sistemato la casa. La nostra nuova meta è la prossima casa in cui abiteremo per due giorni. Pian piano ci stavamo allontanando dalla vista del mare e salivamo sempre più in alto finché il mare non si è più visto… a questo punto siamo state assalite da mille paure. Dove saremmo finite?.. e se ci stiamo perdendo?.. chi sono le persone che ci ospitano?.. e se sono pericolose? Il paesaggio era pura montagna e non si vedeva nessuno in giro… e se siamo isolate e il cellulare non prende? La casa si chiama Drago Bianco, non è certo un nome incoraggiante!!! Appena scese dal pullmino ci siamo trovate immerse nel verde… al freddo… a 900 metri. Ci è venuta incontro la proprietaria che dopo qualche minuto ci è risultata simpatica. Abbiamo attraversato un vialetto e siamo arrivate alla casa… accogliente, nulla da dire. MA IL DRAGO C’E’ DAVVERO !!!!!!! e non solo uno… qui è pieno di draghi. La signora ci ha spiegato che è una passione sua e di suo marito. Comunque il Drago Bianco è il forno a legna e quando è acceso si vede proprio uscire fumo dalle narici. Tutta la casa è artistica e originale.
3 luglio La sveglia del mattino è stata: “Ragazze ci sono gli animali che hanno fame…” e ci siamo precipitate. Abbiamo vissuto momenti molto teneri con caprette, cagnolini, gatti… Siamo andate a Portofino (nell’unica spiaggia che c’è). Ma… avete mai visto anatre salire dal mare ??!!.. noi sì… speravano in un pezzo del nostro panino… Nel pomeriggio abbiamo fatto un laboratori di bigiotteria. Ultima cena…pizza Drago Bianco, che ci è stata gentilmente preparata dalla signora Anna.
4 luglio I bagagli sono pronti, abbiamo sistemato la casa ed è ora di partire. Ci accompagna una fitta nebbia che rende tutto magico… dopotutto siamo nella tana di un Drago. Pian piano scendiamo in pianura. Qualunque cosa succederà, questa esperienza rimarrà nelle nostre vite e se è stata bella è stato grazie all’impegno di ciascuna.

L’esperienza di Alessandra….

Anche quest’anno abbiamo potuto organizzare per le nostre ragazze diverse esperienze propedeutiche all’inserimento lavorativo, nei settori più vari, coerentemente con i loro interessi e predisposizioni.
Gli esercizi coinvolti sono stati bar, supermercati, pasticcerie, negozi, ma anche i centri estivi ed un atelier di moda. Per tutte le ragazze è stata un’esperienza centrale di crescita, di maturazione e di possibilità per conoscersi meglio, sia nei propri punti di forza che in quelli di fragilità. Alessandra, 17 anni, proprio non si aspettava che sarebbe stata così tanto gratificata, al termine dell’esperienza…e forse neanche noi ce lo aspettavamo! Abbiamo promosso per lei, con la collaborazione di Energheia Impresa Sociale s.r.l., uno stage extracurriculare di inclusione sociale presso un bar della nostra zona, retribuito grazie al supporto economico dei nostri Enti donatori, affinché la giovane si misurasse per la prima volta con il mondo del lavoro, in un ambito affine ai suoi interessi. Alessandra è partita molto timorosa: sarò all’altezza? Mi sentirò in imbarazzo con i colleghi? Sarò capace? L’abbiamo tranquillizzata: “E’ la tua prima esperienza di lavoro, è normale che troverai qualche difficoltà, la affronteremo insieme…” A fine esperienza il titolare del bar ci ha ringraziati per avergli fatto conoscere Alessandra, che durante tutta l’esperienza è sempre stata costante, puntuale, capace di lavorare in squadra e, cosa più complessa, di gestire i clienti più esigenti e “lamentosi”, senza mai demotivarsi. Non solo, la nostra Alessandra, che in altre situazioni ha manifestato con gli educatori il disagio relativo alle sue fatiche familiari, è riuscita a tenere ben separati lavoro e famiglia…. Questa è una delle fatiche più grandi per le nostre ragazze: ma noi desideriamo che il lavoro non diventi l’ennesima difficoltà da affrontare, bensì sinonimo di riuscita e di riscatto personale: “Se voglio, posso!” La ragazza è stata ben supportata e affiancata dagli educatori, ma sicuramente anche il contesto lavorativo, accogliente e ben predisposto, l’ha incoraggiata e, soprattutto, valorizzata nelle proprie qualità, di cui lei non era affatto consapevole: al termine dello stage Alessandra non ha trattenuto la commozione di fronte agli elogi del titolare e al regalo, del tutto inatteso, che hanno deciso di farle. E non è finita qui: il bar si è reso disponibile ad offrire alla giovane un contratto di apprendistato di 1^ livello, in collaborazione con la Scuola, che le permetterà di terminare il ciclo di studi, ottenendo la Qualifica professionale, e al tempo stesso di lavorare, incrementando la propria formazione e avviando un piano di risparmio per il futuro. A inizio novembre Alessandra ha firmato il suo primo contratto di lavoro! E non sarebbe stato possibile senza lo stage propedeutico effettuato grazie al supporto dei nostri preziosi collaboratori. Desideriamo dunque ringraziare di cuore Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus e Fondazione Rocca: grazie anche a loro possiamo attrezzare le nostre ragazze per spiccare il volo.


I nostri progetti sul territorio

Si accendono i motori e…. si riparte!
Dopo un periodo di fermo forzato e di grandi fatiche causate dalla pandemia, AGB onlus ha ripreso a svolgere le sue attività nell’ambito del progetto “Oltre i Confini. Un modello di scuola aperta al territorio” promosso dall’Impresa Sociale Con i Bambini. In collaborazione con il C.I.D.I ( Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti) di Milano con gli altri partner coinvolti, il progetto mira a costruire un’alleanza educativa tra scuola, studenti, famiglie e le risorse educative sul territorio e si propone di affrontare la lotta alla dispersione con un approccio globale fondato su un intervento che ha come base l’offerta formativa integrata tra tutti i soggetti coinvolti. AGB ha dunque ripreso il filo del suo intervento in collaborazione con l’IC Scialoia creando percorsi dedicati agli studenti ed alle studentesse delle scuole medie. Con l’avvio del percorso “Di Passo in Passo”, in questo primo periodo dell’anno un’operatrice dell’Associazione ha incontrato i ragazzi di tutte le classi terze per parlare con loro di futuro, scelte e sogni nel cassetto! E’ solo l’inizio della ripartenza e in futuro sarà bello condividere lo
sviluppo di queste nuove attività!

A Natale Dona un sorriso, fai avverare un desiderio

Il Regalo più bello per questo Natale?

Il Sorriso delle ragazze di Agb!

Si stanno avvicinando le festività: perché non farle diventare un’occasione di condivisione e solidarietà? Le ragazze hanno espresso i loro desideri e noi, anche quest’anno, vorremmo poter donare ad ognuna, secondo le sue aspirazioni, un’esperienza culturale, sportiva o ludica.

Donare un momento di leggerezza a chi sta affrontando le pesanti prove della vita è un gesto grandissimo.

Il tuo sostegno è molto importante!

Contribuisci anche tu alle nostre attività educative supportando l’Associazione Gruppo di Betania Onlus.

 

INSIEME È NATALE

 

 

Banca di Credito Cooperativo di Carate Brianza

Cod. IBAN IT 70 A 08440 20400 0000 0002 8281

Causale: Natale 20217