Villaluce, dove le ragazze diventano donne autonome

Da oltre 40 anni minorenni provenienti da situazioni familiari complesse vengono qui accolte dalle Suore missionarie di Gesù Redentore e da educatori. Parla suor Franca Corti

Una realtà attiva sul territorio del Decanato di Affori da oltre quarant’anni è quella di Villaluce, che l’Arcivescovo visiterà il 22 gennaio alle 9. Quella di via Ippocrate 22 è la prima sezione aperta a Milano nel 1980 dalle Suore missionarie di Gesù Redentore, appena costituite dopo aver lasciato la comunità delle Suore della Riparazione a Lampugnano: con alcuni laici fondarono la nuova realtà ospitando le prime 5-6 ragazze, anch’esse provenienti dall’altra struttura di accoglienza.

«Quella di lavorare insieme ai laici – spiega suor Franca Corti, responsabile di Villaluce – è una scelta che scaturisce anche dalle nostre costituzioni. Oltre a Villaluce esiste anche la Casa del sorriso, in provincia di Varese, e nel 2016 abbiamo aperto a Milano, in zona Quarto Oggiaro, una comunità terapeutica di neuropsichiatria per adolescenti che si chiama Omada».

Com’è cambiata nel tempo la tipologia delle vostre ospiti?

Due anni fa abbiamo festeggiato i 40 anni di Villaluce: da allora abbiamo accolto 1600 ragazze e se penso alla complessità delle accoglienze… Le ospiti rispecchiano l’evoluzione della società: prima erano ragazze che a livello sociale e culturale erano molto più povere e con un livello di istruzione basso; oggi invece studiano e arrivano anche da famiglie socialmente e culturalmente elevate, nelle quali però emergono altri tipi di povertà, di valori e di senso della vita. Poi abbiamo le classiche famiglie povere che vengono dalle periferie, ma anche tante ragazze che arrivano da tutto il mondo (America Latina, Asia, Cina, Africa…): qualche anno fa abbiamo avuto il boom, adesso sono per il 60% italiane e il 40% straniere.

Qual è l’età delle ragazze?
Accogliamo minorenni dai 14 anni in su. Arrivano tutte attraverso i Servizi sociali con decreto del Tribunale per i minorenni. A 18 anni possono decidere se andarsene o chiedere il prosieguo amministrativo per continuare il loro percorso fino ai 21 anni, anche perché la maggior parte di loro arriva da situazioni familiari molto complesse e difficili.

E una volta fuori cosa fanno?
La maggior parte non rientra a casa, anche se noi svolgiamo un grande lavoro con le famiglie, perché rappresentano le radici delle ragazze. In ogni caso lavoriamo sul recupero dei rapporti, perché riescano a rappacificarsi con il loro passato. Chi non rientra inizia un percorso di autonomia con un progetto individuale: noi le aiutiamo a trovare casa, lavoro e un minimo di stabilità affettiva, perché poi vanno a vivere da sole.

Quali sono i requisiti dei vostri educatori?
A tutti chiediamo la capacità di accoglienza, la passione per la vita e il desiderio di amare le ragazze, oltre alla professionalità. La residenzialità è molto impegnativa perché copre giorno e notte; inoltre si tratta di accoglienze che mettono in crisi, si toccano certe povertà e fatiche difficili da sostenere se non si ha passione. Per questo garantiamo a tutti la formazione permanente. Solo a Villaluce abbiamo una quarantina di educatori dai 24 ai 50 anni.

Attualmente quante ragazze avete?
Sono una cinquantina, ma divise in piccole comunità, perché abbiamo una rete. Qui in via Ippocrate ne abbiamo tre (due ospitano 8 ragazze e una 5), più una comunità di pronta accoglienza con 10 minori. Al termine del percorso le giovani possono spostarsi in altre abitazioni che abbiamo sul territorio: sono ancora comunità dove vivono 5 ragazze seguite dagli educatori. Se a 18 anni chiedono di continuare abbiamo anche alloggi per l’autonomia, dove vivono da sole o con un’altra compagna; l’educatore non vive con loro, ma segue i progetti individualmente. Entrano ragazzine ed escono giovani donne.

di Luisa Bove

Villaluce, dove le ragazze diventano donne autonome

Diario della Pre-vacanza

Scritto dalle ragazze e dalle educatrici di una comunità educativa, descrive con semplicità una settimana in Liguria, di Pre-vacanza che per Villaluce è un tempo in cui ognuna prepara il proprio “bagaglio” per affrontare le esperienze che la attendono durante l’estate: famiglia, addestramento lavorativo, studio, amici.
Iniziamo questa avventura… se ognuna di noi offrirà al gruppo un impegno, una qualità personale qualcosa, anche di piccolo di sé, sarà una fantastica settimana per tutte noi !!!!!
28 giugno Siamo partite finalmente… con un po’ di ritardo. Il viaggio è stato un poco lungo, ma piacevole… stavamo andando al mareee. Uscita Genova Pra’ e poi salita con una strada strettissima e arrivo in un parcheggio sempre molto stretto. Siamo scese dal pullmino, faceva un caldo insopportabile e una signora gentile ci ha accolto ed accompagnato alla casa. Il percorso era un po’ faticoso, fatto di salite e discese in questo piccolo paesino colorato. Arrivate alla casa ci siamo precipitate dentro. Dopo esserci sistemate nelle camere abbiamo dato un’occhiata fuori… non ci eravamo subito accorte di quanto fosse bello… il richiamo del mare era troppo forte e così in fretta e furia ci siamo preparate e siamo andate in spiaggia… La spiaggia di Genova Voltri non è caraibica, ma il desiderio di mare era così forte che non ci abbiamo fatto molto caso. Dopo esserci divertite in acqua e aver preso il primo sole… ci siamo chieste: “Che facciamo a cena questa sera?” Prima di scendere avevamo notato una griglia… “Facciamo una grigliata?” Detto fatto, abbiamo fatto la spesa. La nostra super fuochista Erica ha acceso il fuoco e tutte ci siamo date da fare. Una cena squisita un paesaggio fantastico… siamo state proprio bene. Questa sera mentre preparavamo tutto ci siamo guardate un po’ intorno; questa casa si chiama “Betania”… e un nome di Villaluce è Associazione Gruppo di Betania!!! Esplorando i dintorni abbiamo incontrato degli strani vicini ah ah ah, degli asinelli!… in questa casa ognuno trova il suo angolo preferito. Piano, piano diventa buio e dopo un’ultima occhiata alle stelle e alle luci della città lontana, andiamo a dormire.
29 giugno Oggi abbiamo deciso di andare al mare in una bella spiaggia, il paese si chiama Celle. Il mare era bellissimo ma anche un po’ agitato e così abbiamo lottato contro le onde facendo delle vere e proprie prodezze, ma proprio mentre terminava la giornata accadde l’irreparabile: un membro del gruppo è fuori gioco perché si è fatta male!!!
30 giugno Oggi giornata impegnativa: gita all’acquario di Genova e arrivo della nostra tirocinante Martina che rimarrà con noi per salutarci e fare insieme un po’ di mare. Prima di cena la accompagneremo alla stazione e noi andremo a cena fuori e dopo al lunapark… unico dubbio: come faremo a mantenere tutto nello stomaco salendo sulle giostre? Dopo la cena al ristorante abbiamo scoperto che tutti i lunapark della Liguria aprono il primo luglio… e adesso? Certamente Erica non si arrende! Abbiamo trovato una alternativa divertente!!! Bowling e giochi elettronici .. siamo tornate molto tardi ma molto divertite.…comunque la cena a base di pesce era squisita !!!
1 luglio Oggi parco acquatico “Le Caravelle”… niente foto… avremmo dovuto avere un cellulare impermeabile!!!
Comunque i ricordi resteranno nelle menti e nei cuori di chi ha vissuto quei momenti divertenti. Stasera abbiamo avuto a cena la signora Paola. La casa Betania è un suo sogno che si è realizzato… desiderava da sempre aprire una “locanda” per ospitare persone che avessero bisogno di una sosta per riprendersi in mano la vita. Questo suo desiderio è diventato realtà grazie ad una serie di coincidenze e persone che l’hanno aiutata.
2 luglio Stamattina abbiamo fatto i bagagli e sistemato la casa. La nostra nuova meta è la prossima casa in cui abiteremo per due giorni. Pian piano ci stavamo allontanando dalla vista del mare e salivamo sempre più in alto finché il mare non si è più visto… a questo punto siamo state assalite da mille paure. Dove saremmo finite?.. e se ci stiamo perdendo?.. chi sono le persone che ci ospitano?.. e se sono pericolose? Il paesaggio era pura montagna e non si vedeva nessuno in giro… e se siamo isolate e il cellulare non prende? La casa si chiama Drago Bianco, non è certo un nome incoraggiante!!! Appena scese dal pullmino ci siamo trovate immerse nel verde… al freddo… a 900 metri. Ci è venuta incontro la proprietaria che dopo qualche minuto ci è risultata simpatica. Abbiamo attraversato un vialetto e siamo arrivate alla casa… accogliente, nulla da dire. MA IL DRAGO C’E’ DAVVERO !!!!!!! e non solo uno… qui è pieno di draghi. La signora ci ha spiegato che è una passione sua e di suo marito. Comunque il Drago Bianco è il forno a legna e quando è acceso si vede proprio uscire fumo dalle narici. Tutta la casa è artistica e originale.
3 luglio La sveglia del mattino è stata: “Ragazze ci sono gli animali che hanno fame…” e ci siamo precipitate. Abbiamo vissuto momenti molto teneri con caprette, cagnolini, gatti… Siamo andate a Portofino (nell’unica spiaggia che c’è). Ma… avete mai visto anatre salire dal mare ??!!.. noi sì… speravano in un pezzo del nostro panino… Nel pomeriggio abbiamo fatto un laboratori di bigiotteria. Ultima cena…pizza Drago Bianco, che ci è stata gentilmente preparata dalla signora Anna.
4 luglio I bagagli sono pronti, abbiamo sistemato la casa ed è ora di partire. Ci accompagna una fitta nebbia che rende tutto magico… dopotutto siamo nella tana di un Drago. Pian piano scendiamo in pianura. Qualunque cosa succederà, questa esperienza rimarrà nelle nostre vite e se è stata bella è stato grazie all’impegno di ciascuna.

L’esperienza di Alessandra….

Anche quest’anno abbiamo potuto organizzare per le nostre ragazze diverse esperienze propedeutiche all’inserimento lavorativo, nei settori più vari, coerentemente con i loro interessi e predisposizioni.
Gli esercizi coinvolti sono stati bar, supermercati, pasticcerie, negozi, ma anche i centri estivi ed un atelier di moda. Per tutte le ragazze è stata un’esperienza centrale di crescita, di maturazione e di possibilità per conoscersi meglio, sia nei propri punti di forza che in quelli di fragilità. Alessandra, 17 anni, proprio non si aspettava che sarebbe stata così tanto gratificata, al termine dell’esperienza…e forse neanche noi ce lo aspettavamo! Abbiamo promosso per lei, con la collaborazione di Energheia Impresa Sociale s.r.l., uno stage extracurriculare di inclusione sociale presso un bar della nostra zona, retribuito grazie al supporto economico dei nostri Enti donatori, affinché la giovane si misurasse per la prima volta con il mondo del lavoro, in un ambito affine ai suoi interessi. Alessandra è partita molto timorosa: sarò all’altezza? Mi sentirò in imbarazzo con i colleghi? Sarò capace? L’abbiamo tranquillizzata: “E’ la tua prima esperienza di lavoro, è normale che troverai qualche difficoltà, la affronteremo insieme…” A fine esperienza il titolare del bar ci ha ringraziati per avergli fatto conoscere Alessandra, che durante tutta l’esperienza è sempre stata costante, puntuale, capace di lavorare in squadra e, cosa più complessa, di gestire i clienti più esigenti e “lamentosi”, senza mai demotivarsi. Non solo, la nostra Alessandra, che in altre situazioni ha manifestato con gli educatori il disagio relativo alle sue fatiche familiari, è riuscita a tenere ben separati lavoro e famiglia…. Questa è una delle fatiche più grandi per le nostre ragazze: ma noi desideriamo che il lavoro non diventi l’ennesima difficoltà da affrontare, bensì sinonimo di riuscita e di riscatto personale: “Se voglio, posso!” La ragazza è stata ben supportata e affiancata dagli educatori, ma sicuramente anche il contesto lavorativo, accogliente e ben predisposto, l’ha incoraggiata e, soprattutto, valorizzata nelle proprie qualità, di cui lei non era affatto consapevole: al termine dello stage Alessandra non ha trattenuto la commozione di fronte agli elogi del titolare e al regalo, del tutto inatteso, che hanno deciso di farle. E non è finita qui: il bar si è reso disponibile ad offrire alla giovane un contratto di apprendistato di 1^ livello, in collaborazione con la Scuola, che le permetterà di terminare il ciclo di studi, ottenendo la Qualifica professionale, e al tempo stesso di lavorare, incrementando la propria formazione e avviando un piano di risparmio per il futuro. A inizio novembre Alessandra ha firmato il suo primo contratto di lavoro! E non sarebbe stato possibile senza lo stage propedeutico effettuato grazie al supporto dei nostri preziosi collaboratori. Desideriamo dunque ringraziare di cuore Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus e Fondazione Rocca: grazie anche a loro possiamo attrezzare le nostre ragazze per spiccare il volo.


I nostri progetti sul territorio

Si accendono i motori e…. si riparte!
Dopo un periodo di fermo forzato e di grandi fatiche causate dalla pandemia, AGB onlus ha ripreso a svolgere le sue attività nell’ambito del progetto “Oltre i Confini. Un modello di scuola aperta al territorio” promosso dall’Impresa Sociale Con i Bambini. In collaborazione con il C.I.D.I ( Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti) di Milano con gli altri partner coinvolti, il progetto mira a costruire un’alleanza educativa tra scuola, studenti, famiglie e le risorse educative sul territorio e si propone di affrontare la lotta alla dispersione con un approccio globale fondato su un intervento che ha come base l’offerta formativa integrata tra tutti i soggetti coinvolti. AGB ha dunque ripreso il filo del suo intervento in collaborazione con l’IC Scialoia creando percorsi dedicati agli studenti ed alle studentesse delle scuole medie. Con l’avvio del percorso “Di Passo in Passo”, in questo primo periodo dell’anno un’operatrice dell’Associazione ha incontrato i ragazzi di tutte le classi terze per parlare con loro di futuro, scelte e sogni nel cassetto! E’ solo l’inizio della ripartenza e in futuro sarà bello condividere lo
sviluppo di queste nuove attività!

A Natale Dona un sorriso, fai avverare un desiderio

Il Regalo più bello per questo Natale?

Il Sorriso delle ragazze di Agb!

Si stanno avvicinando le festività: perché non farle diventare un’occasione di condivisione e solidarietà? Le ragazze hanno espresso i loro desideri e noi, anche quest’anno, vorremmo poter donare ad ognuna, secondo le sue aspirazioni, un’esperienza culturale, sportiva o ludica.

Donare un momento di leggerezza a chi sta affrontando le pesanti prove della vita è un gesto grandissimo.

Il tuo sostegno è molto importante!

Contribuisci anche tu alle nostre attività educative supportando l’Associazione Gruppo di Betania Onlus.

 

INSIEME È NATALE

 

 

Banca di Credito Cooperativo di Carate Brianza

Cod. IBAN IT 70 A 08440 20400 0000 0002 8281

Causale: Natale 20217

 

Passo 14 e Passo 22 : ecco due novità!

Due nuove Unità di Offerta per sostenere passo dopo passo le nostre ragazze.
Percorsi di sostegno educativo nuovi, Passo 14 e Passo 22 sono 2 Alloggi per l’Autonomia di tipo Educativo che appartengono alla Rete di Comunità Educative, Alloggi per l’Autonomia e Progetti Sperimentali della Sezione Villaluce. Nascono per rispondere ai particolari bisogni di adolescenti che necessitano di uno spazio di crescita finalizzato ad un più graduale accompagnamento all’età adulta quale passaggio intermedio tra il contesto comunitario e la sperimentazione nell’Alloggio per l’Autonomia. In alcune situazioni, infatti, è importante predisporre esperienze educative propedeutiche, che permettano alla ragazza una più progressiva sperimentazione di sé, capace di tener conto sia degli irrinunciabili obiettivi di emancipazione sociale e di realizzazione personale descritti dal PEI, sia delle fragilità e dei particolari bisogni di accompagnamento e tutela. Il percorso presuppone una maggiore partecipazione e corresponsabilità da parte della giovane, dal punto di vista dell’acquisizione di autonomia nel perseguire le proprie scelte progettuali, negli impegni giornalieri e nella gestione concreta della propria quotidianità, nel misurarsi in modo più diretto con le norme che regolano la convivenza e la vita adulta. La ragazza è sostenuta nella costruzione e gestione di una sua vita autonoma ed è accompagnata anche nel reperimento di un lavoro e di un’abitazione. Laddove possibile, il progetto ha l’obiettivo del rientro in famiglia. L’offerta specifica che Villaluce ha pensato e strutturato per le giovani inserite in Passo 14 e Passo 22 comprende anche la possibilità di usufruire della propria rete di Servizi. Il supporto dei Servizi, ognuno con specifiche competenze, permette di sostenere la crescita della personalità dell’adolescente nella sua complessità: dall’orientamento scolastico all’educazione al lavoro, dalle esperienze culturali alle attività di tempo libero; ogni Servizio mette a disposizione i suoi strumenti al fine di sostenere e nutrire il percorso individualizzato di ognuna verso l’autonomia. Il nome “Passo” si riferisce al mondo alpino perché mostra simbolicamente il passaggio da un contesto educativo molto protetto ad un altro luogo che può essere un alloggio per l’autonomia oppure il rientro in famiglia. Mentre “14” e “22” identificano il numero civico in cui sono collocati gli appartamenti, mostrando così l’ancoraggio alla concretezza della vita quotidiana che si svolge tra scuola, lavoro, crescita personale e sociale, attraverso lo sviluppo per ogni ragazza del proprio progetto educativo.

LETS GO! A FIANCO DELLE NOSTRE RAGAZZE

 

Grazie a Fondazione Cariplo e alla sua sensibilità  verso ambiente,  arte, cultura e servizi alla persona,

con il sostegno di LETS GO possiamo andare con un po’ più di fiducia verso un futuro più garantito per

le nostre ragazze. Questo bando infatti ci ha aiutato a preservare e a mettere in sicurezza i servizi  e le

opportunità di crescita sviluppati per e con le nostre ragazze.

PAAd – UN MODELLO PER LA PRONTA ACCOGLIENZA ADOLESCENTI

Si è concluso il progetto “PAAD” realizzato grazie al contributo di
Fondazione Comunità Milano

Il progetto ha permesso di sviluppare l’offerta della Comunità di Pronta Accoglienza Pegaso, per proporre alle ragazze accolte interventi il più possibile adatti alle loro esigenze e per dare nuove risposte a situazioni sempre più delicate e complesse.

La Comunità Educativa di Pronta Accoglienza Pegaso dal 1991 accoglie ragazze adolescenti (13-18 anni) segnalate dalle Forze dell’Ordine, dall’Ufficio di Pronto Intervento minori del Comune di Milano e dai Servizi Sociali territoriali.
Sono ragazze minorenni che, in seguito a gravi difficoltà personali, hanno urgente bisogno di una collocazione immediata che permetta di individuare insieme ai Servizi Sociali, nel tempo massimo di due o tre mesi, la soluzione educativa più adeguata ai loro bisogni. Negli ultimi anni Pegaso si è trovata ad accogliere anche un numero sempre maggiore di giovanissime non accompagnate, portatrici di difficili storie di migrazione.
Le ragazze, allontanate dal loro contesto familiare e sociale, sono vincolate a vivere in Comunità; l’obiettivo è di favorirne la socializzazione, promuovendo esperienze che sostengano e promuovano la loro crescita psicofisica.
È necessario permettere loro di proseguire il programma didattico senza perdere l’anno di scuola e, per le giovani migranti non accompagnate appena arrivate in Italia, favorire l’apprendimento dell’italiano come L2.
Per aiutare le ragazze a riconoscere e sviluppare i loro interessi, la Comunità organizza anche esperienze ludico-formative di gruppo settimanalmente quali, ad esempio, mostre, musei, gite al mare o in montagna, cinema, cena in pizzeria ecc…) e corsi sportivi interni, come corsi di danza o di yoga.

Non meno importante è consentire a ogni ragazza di ricostruire la propria storia e la propria persona anche a partire dagli averi personali, dai piccoli gesti che restituiscono dignità e la sensazione di essere accolti con amore.

Inoltre “PAAD” ha contribuito ad aiutarci a comunicare il modello che ispira questa Comunità, consolidato durante quasi trent’anni di lavoro, in modo da renderlo proponibile in altri contesti e territori e per creare un confronto intorno a questo delicatissimo ambito educativo.

Oltre all’importante contributo utile a garantire la qualità del nostro intervento educativo, grazie al Progetto PAAD siamo riusciti a pubblicare un vademecum che racconta sinteticamente il modello d’intervento, il metodo pedagogico, gli obiettivi e le procedure di questa particolare Comunità. Contiene infatti indicazioni teoriche, metodologiche e operative sul funzionamento della Comunità di Pronta Accoglienza Pegaso.

COMUNITA’ PEGASO: UN’ESPERIENZA DI PRONTA ACCOGLIENZA EDUCATIVA

Tra le Sezioni Operative dell’Associazione Gruppo di Betania che offrono Servizi socio-psicopedagogici, Villaluce è caratterizzata da una Rete di Comunità Educative, Alloggi per l’Autonomia, Progetti Sperimentali per adolescenti e la Comunità Educativa di Pronta Accoglienza per adolescenti Pegaso. In questa breve presentazione vogliamo mettere in evidenza proprio le caratteristiche di quest’ultima, pensata per ragazze allontanate dalla famiglia in situazioni di emergenza.

Nata nel 1991, la Comunità di Pronta Accoglienza ha sviluppato modelli di intervento e strumenti pedagogici per poter dare risposte immediate a bisogni primari non prevedibili la cui urgenza non consente rinvii. Le caratteristiche principali di tale tipo di intervento sono la provvisorietà e l’imprevedibilità. Dopo quasi 30 anni di sperimentazione, AGB Onlus desidera trasmettere tale competenza in modo da renderla proponibile in altri contesti e territori promuovendo un confronto intorno al tema della Pronta Accoglienza e dei diritti degli adolescenti.
Per questo motivo ha voluto pubblicare un piccolo manuale, che contiene le caratteristiche peculiari del funzionamento di questa particolare Comunità, le procedure e le buone prassi sperimentate e sviluppate, in modo da permettere agli addetti ai lavori (operatori, ricercatori ecc.) e alle realtà interessate di prendere spunti per l’apertura/l’implementazione di attività simili e per favorire lo scambio di esperienze tra le Associazioni che si occupano di minori.
La Comunità di Pronta Accoglienza Pegaso rappresenta una esperienza molto particolare sul territorio del Comune di Milano perché è una vera e propria comunità educativa dedicata esclusivamente a questo delicato tipo di intervento.
La filosofia che caratterizza la Comunità è quella di un’accoglienza specifica di ogni adolescente, che significa, pur nel breve tempo a disposizione, prendersi cura delle minori ospiti nella complessità della loro persona, individuando i loro bisogni, rispettandoli ed articolando molteplici e mirate risposte in grado di promuoverli ed emanciparli.

Il periodo di passaggio in Comunità in cui viene a trovarsi la ragazza accolta è utilizzato nell’intervento educativo per una rielaborazione del contesto precedente e una individuazione delle risorse che permetteranno alla minore di affrontare le difficoltà e le incognite rappresentate dalla futura situazione di vita.
L’ingresso della giovane in Pegaso non preclude le sue relazioni interpersonali, ma sicuramente le struttura in maniera differente. La Comunità ha il compito di gestire la rete di relazioni che ruotano attorno alla vita della minore. Tra queste, la rete con il Servizio Sociale e la rete con familiari, parenti e amici.
L’osservazione pedagogica, in questo caso, assume tutto il significato di una esperienza educativa, perché, attraverso le parole, il comportamento e il dialogo, l’educatrice cerca di conoscere, di fare reagire, di smuovere le dinamiche più profonde del vissuto adolescenziale.
Dopo i mesi di permanenza (due o tre al massimo), ovvero il tempo necessario per la fase di osservazione, l’Assistente Sociale e l’équipe educativa sono in grado di individuare la struttura più adatta alle sue esigenze e di delineare il futuro progetto educativo adeguato per la sua crescita. É necessario che la ragazza divenga consapevole che in questo lavoro può e deve essere sostenuta dal continuo sostegno pedagogico degli Educatori e dalla rete relazionale che la Comunità Educativa sviluppa con lei e per lei.
Un elemento indispensabile per una corretta osservazione pedagogica è l’aspetto della socializzazione delle minori: è infatti estremamente importante che la ragazza interagisca oltre che con le educatrici, anche con gli altri operatori della struttura, con le altre ospiti della Comunità e con gruppi di pari all’esterno. Questi svolgono una funzione educativa importantissima. Nell’agire con i pari la minore costruisce un “contesto sociale” che ha le sue norme e le sue regole, in cui la relazione è un agire che si articola nell’interazione con gli altri.
Tutte le attività quotidiane delle ragazze svolte con le Educatrici, quali il momento della spesa, della preparazione dei pasti, del riordino degli ambienti, diventano motivo di riflessione pedagogica e strumento di crescita. Queste attività, che aiutano le ragazze a prendersi cura di sé e dell’ambiente che le circonda, sono anche gli strumenti che facilitano la relazione, agevolano il dialogo e attraverso lo stimolo delle educatrici possono diventare per l’adolescente occasione per un ripensamento ed una risignificazione di un momento particolarmente critico della propria esistenza. L’avere intorno a sé un ambiente caldo, protettivo, rassicurante, restituisce all’adolescente capacità di pensiero e di rielaborazione delle emozioni altrimenti paralizzati dal dramma precedente. Recuperando pensieri ed emozioni, la minore potrà sentirsi meno in balia di eventi che hanno sempre deciso per lei. Le educatrici possono aiutarla a divenire più attiva e consapevole, capace di esprimere i suoi bisogni e desideri anche rispetto ad una collocazione futura.
La Pronta Accoglienza Pegaso vuole essere anche un luogo di crescita culturale e cura in modo particolare i percorsi scolastici formativi di ogni ospite, che considera realtà essenziali all’interno del mondo relazionale di ognuna.
Quando ne esiste la reale e concreta possibilità, la Comunità preferisce mantenere le minori collocate nella scuola di origine, dove hanno già stretto legami significativi sia con gli insegnanti che con i compagni. In questo caso, quindi, l’impegno di Educatori ed operatori sarà quello di assicurare un aiuto costante e qualificato nello studio e di curare con discrezione ed attenzione i rapporti con l’Istituzione scolastica interessata e chi la rappresenta. Quando non è possibile, gli Educatori valutano con i Servizi Sociali le possibili alternative più idonee favorendone l’inserimento della ragazza.
Nell’occuparsi delle adolescenti extra comunitarie, Pegaso si premura di inserirle nei percorsi di alfabetizzazione e scolarizzazione predisposti dalle realtà presenti sul territorio che si occupano dell’inserimento e dell’integrazione dei cittadini stranieri, con particolare attenzione alla formazione scolastica.

WishAGB – Dona e Desidera

 

Carissimi Soci, Sostenitori e Amici,

Siamo contenti di annunciarvi che da qualche giorno Associazione Gruppo di Betania Onlus è attiva su Wishraiser, la piattaforma di fundraising che permette di raccogliere donatori ricorrenti.

Se volete sostenere la nostra associazione ed i nostri progetti da oggi potrete farlo attraverso donazioni mensili, del valore desiderato, a partire da un importo di 9-15-25€ o attraverso una donazione libera a partire da 5€ che potrete comunque sospendere in ogni momento.

In questo modo diventerete sostenitori attivi e riceverete vantaggi veramente esclusivi:

infatti attraverso una donazione mensile ricorrente a AGB Onlus avrete la possibilità di partecipare all’estrazione, con cadenza regolare, di viaggi ed esperienze da sogno.

Visitate la nostra pagina su Whisraiser e aiutateci a realizzare i nostri progetti grazie al vostro aiuto.

Memberships | Wishraiser
https://www.wishraiser.com/it/memberships/associazione-gruppo-di-betania-onlus

Vi invitiamo ad aderire e invitare i vostri contatti a fare lo stesso!!!

GRAZIE!!!