Passo 14 e Passo 22 : ecco due novità!

Due nuove Unità di Offerta per sostenere passo dopo passo le nostre ragazze.
Percorsi di sostegno educativo nuovi, Passo 14 e Passo 22 sono 2 Alloggi per l’Autonomia di tipo Educativo che appartengono alla Rete di Comunità Educative, Alloggi per l’Autonomia e Progetti Sperimentali della Sezione Villaluce. Nascono per rispondere ai particolari bisogni di adolescenti che necessitano di uno spazio di crescita finalizzato ad un più graduale accompagnamento all’età adulta quale passaggio intermedio tra il contesto comunitario e la sperimentazione nell’Alloggio per l’Autonomia. In alcune situazioni, infatti, è importante predisporre esperienze educative propedeutiche, che permettano alla ragazza una più progressiva sperimentazione di sé, capace di tener conto sia degli irrinunciabili obiettivi di emancipazione sociale e di realizzazione personale descritti dal PEI, sia delle fragilità e dei particolari bisogni di accompagnamento e tutela. Il percorso presuppone una maggiore partecipazione e corresponsabilità da parte della giovane, dal punto di vista dell’acquisizione di autonomia nel perseguire le proprie scelte progettuali, negli impegni giornalieri e nella gestione concreta della propria quotidianità, nel misurarsi in modo più diretto con le norme che regolano la convivenza e la vita adulta. La ragazza è sostenuta nella costruzione e gestione di una sua vita autonoma ed è accompagnata anche nel reperimento di un lavoro e di un’abitazione. Laddove possibile, il progetto ha l’obiettivo del rientro in famiglia. L’offerta specifica che Villaluce ha pensato e strutturato per le giovani inserite in Passo 14 e Passo 22 comprende anche la possibilità di usufruire della propria rete di Servizi. Il supporto dei Servizi, ognuno con specifiche competenze, permette di sostenere la crescita della personalità dell’adolescente nella sua complessità: dall’orientamento scolastico all’educazione al lavoro, dalle esperienze culturali alle attività di tempo libero; ogni Servizio mette a disposizione i suoi strumenti al fine di sostenere e nutrire il percorso individualizzato di ognuna verso l’autonomia. Il nome “Passo” si riferisce al mondo alpino perché mostra simbolicamente il passaggio da un contesto educativo molto protetto ad un altro luogo che può essere un alloggio per l’autonomia oppure il rientro in famiglia. Mentre “14” e “22” identificano il numero civico in cui sono collocati gli appartamenti, mostrando così l’ancoraggio alla concretezza della vita quotidiana che si svolge tra scuola, lavoro, crescita personale e sociale, attraverso lo sviluppo per ogni ragazza del proprio progetto educativo.

LETS GO! A FIANCO DELLE NOSTRE RAGAZZE

 

Grazie a Fondazione Cariplo e alla sua sensibilità  verso ambiente,  arte, cultura e servizi alla persona,

con il sostegno di LETS GO possiamo andare con un po’ più di fiducia verso un futuro più garantito per

le nostre ragazze. Questo bando infatti ci ha aiutato a preservare e a mettere in sicurezza i servizi  e le

opportunità di crescita sviluppati per e con le nostre ragazze.

L’importanza del gruppo

Salve a tutti, con questa lettera vogliamo raccontare come abbiamo vissuto la quarantena nella Comunità Educativa Sestante. Viviamo in questa Comunità di Villaluce da circa 4 anni: essendo una realtà diversa e a volte poco considerata, ci tenevamo a far conoscere anche il nostro vissuto.

Come tutti sappiamo, il lockdown è stato un momento difficile e molto strano per tutti. Nonostante i mesi trascorsi completamente lontane dai nostri famigliari e amici siano stati duri, abbiamo scoperto l’importanza del gruppo come supporto e riscoperto la bellezza delle piccole cose.

In questi mesi ci è capitato più volte di vedere quanto il gruppo fosse fondamentale: una delle ragazze, per esempio, ha avuto la sfortuna di avere una polmonite nel bel mezzo dell’epidemia, niente di collegato al virus in circolazione non preoccupatevi! In ogni caso, questa situazione ha fatto emergere il gruppo come fonte primaria di allegria e supporto. La ragazza è stata in isolamento durante la quarantena per evitare ogni contatto e le altre pur di aiutare la compagna facevano cambi di letti, mangiavano tutte in cucina, seppur piccola, e quando passavano dalla sala si fermavano a parlare con lei anche se attraverso la porta – come per dire: “Hey, io ci sono!”. Questo episodio forse è stato il più drastico, ma è per farvi capire come il gruppo, anche nelle situazioni più fastidiose e difficili, sia sempre stato capace di aiutare e supportare. Ad un certo punto della quarantena, però, stava diventando tutto troppo pesante: per esempio, stare sempre insieme alle stesse persone, seguire le video lezioni oppure il fatto di fare la psicoterapia in casa. Per quanto grande fosse la casa, infatti, non c’era abbastanza intimità per parlare liberamente delle nostre questioni private, anche se confrontandoci tra di noi abbiamo cercato di rispettare il più possibile ognuna gli spazi delle altre. Oltre alle cose difficili, abbiamo potuto scoprire tante parti di noi stesse, delle compagne e educatrici.

Crediamo che questa quarantena sia servita molto a farci riflettere e farci prendere una pausa dalla frenesia di Milano. Anche se a volte è stato davvero faticoso, abbiamo avuto il modo di fermarci e guardarci dentro e attorno. Prima di questa esperienza, avevamo smesso di credere nel gruppo e all’inizio della quarantena ci siamo un po’ isolate senza condividere le nostre fatiche. Portarsi tutti i pesi da soli però è difficile in qualsiasi caso e, proprio quando pensavamo che i rapporti fossero superficiali, le ragazze e le educatrici ci hanno dimostrato il contrario: dalla compagna che ti porta il caffè quando studi troppo, a quella che ti parla quando non riesci a dormire o quella che apposta ti stuzzica per farti un po’ ridere. Le educatrici hanno cercato di comprendere le nostre fatiche e parlarci anche una ad una e questo ha aiutato molto nel rapporto individuale con loro. Ci siamo aiutate, venute incontro e un po’ “modificate” a vicenda e la cosa più bella è che non l’abbiamo nemmeno fatto apposta: nella nostra spontaneità di fare dei piccoli gesti, ci siamo aiutate in grande.

Sicuramente sarà un anno che non dimenticheremo: se pensiamo alla quarantena ci vengono in mente le sere a ballare tra di noi, quelle a parlare di cose serie e non, i 2 compleanni festeggiati qui in casa, le risate, gli abbracci, i pianti.
Ci porteremo dentro tutto perché, per quanto faticosa, questa quarantena ci ha regalato e insegnato molto: siamo più consapevoli, sentiamo maggiormente l’affetto delle nostre compagne ed educatrici, viviamo la vita fuori diversamente e, tornando a casa, sappiamo che qualsiasi cosa possa succedere fuori, a Casa andrà tutto bene.

Un saluto dalle ragazze della Comunità Educativa Sestante.