Novità alla Casa del Sorriso.

Grazie Madre Franca, benvenuta Paola.

L’11 ottobre, in occasione della Giornata internazionale delle ragazze istituita dall’Onu, Casa del Sorriso ha voluto offrire un momento importante di ringraziamento e di incontro. Con la collaborazione del Comune di Fagnano Olona è stata organizzata una serata per riflettere sull’importanza del ruolo educativo. Volontari, educatori e amici della nostra Associazione sono stati invitati a partecipare al convegno “Il ruolo degli adulti oggi: cercare, trovare, accompagnare gli adolescenti” tenuto dal Professor Pietro Roberto Goisis psichiatra e psicoanalista. È stato inoltre un momento di celebrazione importante poiché Madre Franca Rosso, dopo 26 anni di appassionato servizio, ha passato il suo testimone alla collega Paola Lodovici. Dalla nascita della Casa del Sorriso nel 1996 Madre Franca, con il suo prezioso impegno pedagogico, ha accompagnato nel loro cammino di crescita molte delle nostre ragazze. È stata punto di riferimento e anello di congiunzione tra la Nostra Associazione e la Fondazione Paolo Foglia, che ci ha dato la possibilità di far nascere la Casa del Sorriso, rendendo possibile la realizzazione di tanti progetti a favore delle nostre giovani.

AUGURI OMADA!

La Struttura Residenziale di Neuropsichiatria Infantile per Adolescenti quest’anno compie 6 anni! Vogliamo approfittare del nostro 6° compleanno per raccontarvi di noi.

Nel 2016 nasce la Comunità Terapeutica di Neuropsichiatria Infantile Omada per rispondere all’emergenza relativa al disagio psichico nei minori. Già, i giovani possono ammalarsi, ed i numeri sono tristemente noti: secondo il rapporto dell’OMS nel 2015 il suicidio e la morte accidentale da autolesionismo erano la terza causa di mortalità degli adolescenti nel mondo, con una stima di 67.000 morti. Nel 2015 in Italia il suicidio è stato la seconda causa di morte nei giovani tra i 15 e i 24 anni, attestandosi all’incirca intorno ai 4.000 suicidi ogni anno.

L’Associazione Gruppo di Betania onlus ha deciso così di rispondere alla sofferenza psichica degli adolescenti, aprendo una Comunità autorizzata da ATS Città Metropolitana di Milano. Una struttura diversa dalle altre: sanitaria! Omada ha infatti l’obiettivo di cura e può ospitare fino a 10 ragazze fra i 12 e i 18 anni, segnalate dal servizio territoriale di Neuropsichiatria Infantile, per disagio emotivo che necessitino di percorsi riabilitativi comunitari. In molte situazioni questo tipo di intervento rappresenta l’ultima spiaggia per le pazienti e le loro famiglie, che hanno già tentato percorsi ambulatoriali (e la maggior parte delle volte ben più di uno!) senza però beneficio. Queste fanciulle hanno sulle loro giovani spalle l’esperienza di ricoveri in Neuropsichiatria Infantile e portano nel cuore ferite aperte che sanguinano, a volte fino all’emorragia.

Omada si prende carico del dolore e della psicopatologia attraverso un delicato e necessario lavoro di equipe multidisciplinare, composta da medici specializzati in Neuropsichiatria Infantile e psichiatria, psicologi psicoterapeuti, educatori professionali, infermieri, tecnici della riabilitazione psichiatrica, neuropsicomotricista e operatori sanitari. Insieme, ogni giorno, la sfida consiste nell’integrare le diverse professionalità, per prendersi cura delle giovanissime pazienti.

Omada si fa carico di loro attraverso tre macro step: una prima fase di accoglienza e reciproca conoscenza, momento delicatissimo in cui si tesse l’alleanza terapeutica e si mettono le basi per il Progetto Terapeutico Riabilitativo Individuale; su questo Progetto si basa la seconda fase, partendo dalla condivisione di obiettivi e strumenti con la ragazza, la famiglia ed i Servizi Invianti.  L’ultima fase è forse la più complessa di tutte: il processo dimissorio di riavvicinamento al territorio, in cui la giovane sperimenta le proprie risorse al di fuori della Comunità, fa palestra delle nuove strategie apprese e grazie al supporto costante dell’equipe può riprendere il proprio percorso di vita, con nuove consapevolezze. Queste fasi prevedono sempre il coinvolgimento della famiglia e della rete amicale, il rapporto con le scuole, le attività extrascolastiche e spesso si spingono ben oltre il mandato istituzionale di ATS, per far sì che il disagio psichico non si trasformi in isolamento e confinamento.

Dal 2016 ad oggi la Comunità ha accolto 51 ospiti, a fronte delle 450 richieste, la cui mole delinea bene la situazione generale.

Nel corso di questi 6 anni tutti gli operatori si sono messi in costante discussione, sempre costruttiva, rispondendo creativamente alle esigenze e bisogni delle pazienti, affrontando anche la pandemia COVID-19 e le ripercussioni emotive che tutti abbiamo purtroppo conosciuto, su ragazze che stavano già affrontando un momento di vita estremamente fragile.

A tal riguardo siamo lieti di annunciare che da quest’anno in Omada è attiva la scuola in ospedale. Le giovani pazienti infatti manifestano difficoltà scolastiche, ritiro e abbandono scolastico, anche a fronte di capacità intellettive brillanti, a causa del profondo malessere vissuto. Attraverso il servizio di scuola in ospedale gli operatori di Omada hanno voluto promuovere il diritto allo studio anche quando la psicopatologia risulta così invalidante da impedire la frequentazione della scuola per aiutare le pazienti non solo a costruirsi un futuro professionale, ma soprattutto ritrovare la fiducia nelle proprie capacità e lottare contro l’esclusione sociale.

Vorremmo ora concludere con alcune frasi di saluto e disegni delle nostre ragazze al termine del loro percorso di cura, che per noi rappresentando fonte di motivazione e ricchezza umana.

 

cara Omada e ragazze

Grazie davvero per tutto, mi avete aiutato a maturare e superare i momenti difficili.

Non ci credo ancora che verrò dimesso e mi rattrista molto, ma ho finito un percorso e vuol dire che sono migliorato molto.

Grazie per avermi supportato e soprattutto sopportato.

Ci siete sempre stati nei momenti difficili.

Qui ho trovato una famiglia, una casa in cui posso sentirmi al sicuro, grazie davvero.

vi voglio un mondo di bene.

A.

 

Milano, una città con l’anima

Convegno e tavola rotonda.

Il giorno 11 novembre 2022 presso l’Istituto dei Ciechi di Milano, si è tenuto il primo incontro del Comitato del Bene Comune, di cui la nostra Associazione è parte, ed è stata realizzata la Tavola Rotonda dal titolo “Milano, una città con l’Anima”. Un evento voluto e organizzato da un solido gemellaggio a cui aderiscono diverse Associazioni del Comune di Milano, accomunate nella missione di operare quotidianamente a favore del prossimo. La volontà è quella di creare e sostenere sinergie tra gli enti territoriali del Terzo Settore affinché, grazie alla collaborazione e al contributo di ogni Istituzione, possano essere date risposte efficaci ai bisogni della nostra comunità. Hanno condotto il convegno: Camillo de Milato, Presidente Fondazione Asilo Mariuccia, Associazione Regionale Pugliesi Milano, Elisabetta Soglio caporedattore Buone Notizie Corriere della Sera; Rodolfo Masto, Presidente Fondazione Istituto Ciechi Milano; don Enzo Barbante, Presidente Fondazione Don Gnocchi; Giovanni Fosti, Presidente Fondazione Cariplo; Giovanna Iannantuoni, Rettrice Università-Bicocca-Milano, Francesco Paolo Tronca, Presidente BEIC.

Il nostro lavoro ha bisogno di cura!

Mancano gli educatori. La carenza di risposte e le scarsissime candidature quando le Comunità educative cercano nuovi operatori è oggi allo studio di commissioni composte da esperti nel campo educativo. Vengono studiati i motivi cercando i molti fattori che incidono sulla mancanza di Educatori per poter affrontare questo problema con possibili soluzioni. Molte sono le voci che formano un coro di richiesta di attenzione rivolto alle autorità preposte. La scarsità di personale, infatti, mette in crisi le Comunità educative, le strutture che collaborano con il Tribunale per i Minorenni e i Servizi sociali a cui i minori sono affidati, sostenendo le situazioni fragili da cui provengono e accogliendo giovani con famiglie, storie di vita, culture e problematiche differenti. Una educatrice racconta: “Il nostro lavoro ha bisogno di cura. Dobbiamo poter rispondere in modo creativo a bisogni specifici dei ragazzi che vengono accolti. Insieme a ognuno di loro va costruito passo dopo passo, con flessibilità, un progetto che lo incoraggi a essere responsabile di se stesso.” L’educatore è un lavoro meraviglioso, andrebbe raccontato di più. Ma i “ragazzi scomodi” spaventano e non attirano. Deve essere capita la bellezza di lavorare con loro e per loro. Bisogna essere pronti a non spaventarsi davanti alla crescente rabbia degli adolescenti. Non si impara sui libri la capacità di avvicinarsi ma anche di prendere le distanze in certi momenti per poter dettare le regole. Per contribuire a sostenere gli operatori già in attività e rafforzare le loro capacità professionali, UNEBA, Unione Nazionale Istituzioni e Iniziative di Assistenza Sociale, ha messo a punto un piano formativo per Operatori di Settore nella relazione d’aiuto Area Minori. La Coordinatrice Commissione Nazionale Minori e la Coordinatrice Commissione Minori Regione Lombardia sono operatori dell’Associazione Gruppo di Betania Onlus. Nell’introduzione all’offerta formativa si legge che quando un bambino o ragazzo viene seguito nell’ambito di un contesto di aiuto a causa di situazioni di fragilità e/o pregiudizio, il compito di chi lo accoglie può essere straordinariamente difficile. Coloro che sopravvivono ad esperienze sfavorevoli possono infatti mettere a dura prova chi si occupa di loro, nonostante le buone intenzioni di questi ultimi. E nelle situazioni più complesse, si possono innescare dinamiche relazionali disfunzionali che possono determinare esiti negativi da un punto di vista emotivo e comportamentale. L’obiettivo raggiunto del percorso formativo è stato discutere le modalità di funzionamento di questi bambini e ragazzi, riflettere sulle risorse e sui limiti dell’azione educativa e fornire spunti teorici e di intervento per l’educatore impegnato con questo difficile compito. Hanno partecipato educatori, operatori psicosociali, mediatori familiari, counselor e tutte le figure professionali impegnate nella relazione d’aiuto. Il corso si è sviluppato attraverso una metodologia didattica e interattiva che prevedeva , accanto a imput teorici e metodologici, esperienze pratiche e buone prassi. I temi trattati sono stati approfonditi con esperti nel campo. I formatori erano una psicologa, una pedagogista ed un’educatrice professionale. La forza del percorso è stata proprio l’esperienza diretta che i formatori avevano nel lavoro in comunità con i ragazzi. Il corso si è concluso con la richiesta di proseguire, almeno periodicamente con momenti di confronto tra operatori delle diverse strutture.

Palla al centro – Una festa dello sport e non solo

Il 9 ed il 16 giugno presso l’Associazione Gruppo di Betania Onlus si è svolgerà l’evento QuBì: “Palla al centro – sport e crescita”.
QuBì-La ricetta contro la povertà infantile, è un programma il cui obiettivo è contrastare il fenomeno della povertà infantile promuovendo la collaborazione tra le istituzioni pubbliche e il terzo settore e realizzando interventi mirati a bisogni specifici in 25 quartieri della città di Milano.
L’Associazione Gruppo di Betania è entrata a far parte della Rete QuBì nel 2021 e quest’anno, nell’ambito dei progetti, ha voluto realizzare due giornate di giochi e sport per i giovani con l’obiettivo di aiutarli a riprendere la propria capacità di socializzazione dopo questo lungo periodo di chiusura tramite momenti di festa, di allegria e di attività fisica. Soprattutto in un momento storico in cui sono venuti meno diritti fondamentali come scuola, possibilità di aggregazione e sport, è importante ripartire dal diritto di provare la gioia di giocare, di allenare il corpo e di sperimentare nuove attività ludico-culturali. Questi sono tutti elementi fondamentali per lo sviluppo sano degli adolescenti.
Agb Onlus ha organizzato queste giornate con momenti di condivisione e riflessione, partecipata e sportiva, per migliorare il proprio benessere psico-fisico avvicinandosi alla consapevolezza di sé. Molto importanti i due incontri formativi: “Educazione&Sport” tenuto dal Counsellor Giorgio Ronchi e “Wilding: autodifesa istintiva e psicofisica” tenuto da City Angels.

BUONA ESTATE!

L’estate per le ragazze accolte nelle nostre Comunità educative non è solo divertimento, ma è molto di più!
È CRESCITA, SCOPERTA, SOCIALIZZAZIONE, APPRENDIMENTO.
È una preziosa occasione per preparare il proprio BAGAGLIO PERSONALE,
che ha per fine la promozione dell’autonomia di ogni ragazza
all’interno della vita sociale e interpersonale. Gite culturali, corsi
sportivi, apprendimento di una lingua straniera, tirocini, vacanze di gruppo, percorsi formativi e tante altre esperienze nuove e stimolanti.
CONDIVIDI CON NOI I LORO PROGETTI!

Leggi la scheda del Progetto »

Aiutale anche tu a costruire insieme un futuro di speranza!

Contribuisci con una donazione
Associazione Gruppo di Betania Onlus
Iban: IT 70 A 08440 20400 0000 0002 8281
Banca di Credito Cooperativo di Carate Brianza
Causale: attività estive

Approfondimento, scambio e confronto. L’Associazione Gruppo di Betania Onlus forma i volontari

Il corso di formazione “Nelle Radici” organizzato da Associazione Gruppo di Betania Onlus di Milano nell’ambito di Storia Nova, è rivolto ai volontari dell’Associazione Il Melograno Onlus, che da anni opera all’interno di strutture educative che accolgono giovani allontanate dalle loro famiglie dal Tribunale per i Minorenni.

Propone una formazione all’interno della quale i partecipanti hanno la possibilità di condividere esperienze e discutere, guidati da una pedagogista dell’Associazione, sul senso del servizio e sull’importanza della relazione in contesti educativi che si occupano di minori e della loro tutela, in un’ottica di prevenzione e contrasto al maltrattamento minorile.

Strumenti e competenze

Le persone che scelgono di svolgere il servizio di volontariato in ambito sociale sono risorse preziose e fondamentali per le istituzioni e il territorio. È essenziale offrire ai volontari un’adeguata formazione che permetta loro di sviluppare maggiore consapevolezza e dimestichezza con l’importante ruolo educativo che ricoprono. Il corso vuole favorire l’acquisizione di competenze e strumenti adeguati a svolgere con attenzione il delicato servizio in contesti di relazione di aiuto, nello specifico rivolto ai minori in difficoltà.

Formazione non frontale

Gli incontri di formazione si svolgono mensilmente negli spazi dell’Associazione, con la possibilità di partecipare tramite un collegamento da remoto. Una formazione non frontale, bensì un luogo di confronto e scambio con il contributo attivo di ogni partecipante. E proprio lo scambio di esperienze e modelli educativi diversi sollecitano interrogativi e offrono nuovi spunti di riflessione e approfondimento.

Gli obiettivi della formazione in corso sono la Relazione e l’Accoglienza, che vengono declinati in tematiche quali l’importanza dell’ascolto e del dialogo sia con i giovani sia con gli operatori di riferimento.

E’ inoltre rilevante supportare e guidare i volontari nei risvolti emotivi della relazione con i giovani in difficoltà.

Mantenendo al centro il tema della Relazione, attraverso i vissuti riportati dai partecipanti, è possibile affrontare alcuni approfondimenti rispetto a ciò che comporta, anche da un punto di vista istituzionale, la presa in carico di un minore seguito dai servizi sociali.

Mettersi in gioco

Partecipazione è una delle parole chiave di questo intervento formativo, che riscontra la forte volontà di chi frequenta di mettersi in gioco nella relazione di aiuto con consapevolezza e grande delicatezza.

Il confronto con la pedagogista, che opera quotidianamente nella residenzialità con giovani adolescenti, aiuta anche nella rielaborazione delle emozioni e delle situazioni, mantenendo fermo lo sguardo su quelli che sono gli aspetti di tipo istituzionale.

La formazione è un supporto importante per i volontari, che da subito si sono sentiti sostenuti nel servizio che svolgono attraverso un processo di apprendimento e un confronto che consente di aprire lo sguardo e ripensare alla relazione con le giovani in altro modo, aggiungendo tasselli e sfaccettature al loro contributo nei progetti educativi.

Approfondimento, scambio e confronto. L’Associazione Gruppo di Betania Onlus forma i volontari – StoriaNova (percorsiconibambini.it)

STORIA NOVA

Associazione Gruppo di Betania è partner del progetto nazionale STORIANOVA selezionato dall’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il progetto intende potenziare l’offerta di interventi e attività di contrasto al maltrattamento, nella tutela e protezione dei minori in Italia, contribuendo a rafforzare la capacità di intervento delle reti specialistiche dei servizi locali e nazionali.

Destinatari del progetto sono i giovani, le famiglie, la comunità educante (scuole, associazioni di volontariato, ecc.), ma anche gli operatori territoriali sanitari e sociali con i quali si vogliono sviluppare:

· interventi preventivi, tramite corsi di formazione dedicati e rivolti agli stakeholder territoriali

· interventi diretti a favore dei giovani

· realizzazione di protocolli di intesa condivisi dai diversi attori territoriali

· promozione della cultura dell’affido

Il Progetto, che ha come capofila l’Associazione Cante di Montevecchio ed è attivo nelle sei regioni partner (Lombardia, Piemonte, Sicilia, Calabria, Marche, e Toscana), ha tra i suoi obiettivi lo sviluppo di una Rete nazionale altamente specializzata nella tutela dei minori, attraverso la condivisione e la messa a sistema di metodologie di intervento, partendo dalla volontà di promuovere il confronto e progettare insieme.

storianova-percorsiconibambini

L’esperienza di Alessandra….

Anche quest’anno abbiamo potuto organizzare per le nostre ragazze diverse esperienze propedeutiche all’inserimento lavorativo, nei settori più vari, coerentemente con i loro interessi e predisposizioni.
Gli esercizi coinvolti sono stati bar, supermercati, pasticcerie, negozi, ma anche i centri estivi ed un atelier di moda. Per tutte le ragazze è stata un’esperienza centrale di crescita, di maturazione e di possibilità per conoscersi meglio, sia nei propri punti di forza che in quelli di fragilità. Alessandra, 17 anni, proprio non si aspettava che sarebbe stata così tanto gratificata, al termine dell’esperienza…e forse neanche noi ce lo aspettavamo! Abbiamo promosso per lei, con la collaborazione di Energheia Impresa Sociale s.r.l., uno stage extracurriculare di inclusione sociale presso un bar della nostra zona, retribuito grazie al supporto economico dei nostri Enti donatori, affinché la giovane si misurasse per la prima volta con il mondo del lavoro, in un ambito affine ai suoi interessi. Alessandra è partita molto timorosa: sarò all’altezza? Mi sentirò in imbarazzo con i colleghi? Sarò capace? L’abbiamo tranquillizzata: “E’ la tua prima esperienza di lavoro, è normale che troverai qualche difficoltà, la affronteremo insieme…” A fine esperienza il titolare del bar ci ha ringraziati per avergli fatto conoscere Alessandra, che durante tutta l’esperienza è sempre stata costante, puntuale, capace di lavorare in squadra e, cosa più complessa, di gestire i clienti più esigenti e “lamentosi”, senza mai demotivarsi. Non solo, la nostra Alessandra, che in altre situazioni ha manifestato con gli educatori il disagio relativo alle sue fatiche familiari, è riuscita a tenere ben separati lavoro e famiglia…. Questa è una delle fatiche più grandi per le nostre ragazze: ma noi desideriamo che il lavoro non diventi l’ennesima difficoltà da affrontare, bensì sinonimo di riuscita e di riscatto personale: “Se voglio, posso!” La ragazza è stata ben supportata e affiancata dagli educatori, ma sicuramente anche il contesto lavorativo, accogliente e ben predisposto, l’ha incoraggiata e, soprattutto, valorizzata nelle proprie qualità, di cui lei non era affatto consapevole: al termine dello stage Alessandra non ha trattenuto la commozione di fronte agli elogi del titolare e al regalo, del tutto inatteso, che hanno deciso di farle. E non è finita qui: il bar si è reso disponibile ad offrire alla giovane un contratto di apprendistato di 1^ livello, in collaborazione con la Scuola, che le permetterà di terminare il ciclo di studi, ottenendo la Qualifica professionale, e al tempo stesso di lavorare, incrementando la propria formazione e avviando un piano di risparmio per il futuro. A inizio novembre Alessandra ha firmato il suo primo contratto di lavoro! E non sarebbe stato possibile senza lo stage propedeutico effettuato grazie al supporto dei nostri preziosi collaboratori. Desideriamo dunque ringraziare di cuore Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus e Fondazione Rocca: grazie anche a loro possiamo attrezzare le nostre ragazze per spiccare il volo.


A Natale Dona un sorriso, fai avverare un desiderio

Il Regalo più bello per questo Natale?

Il Sorriso delle ragazze di Agb!

Si stanno avvicinando le festività: perché non farle diventare un’occasione di condivisione e solidarietà? Le ragazze hanno espresso i loro desideri e noi, anche quest’anno, vorremmo poter donare ad ognuna, secondo le sue aspirazioni, un’esperienza culturale, sportiva o ludica.

Donare un momento di leggerezza a chi sta affrontando le pesanti prove della vita è un gesto grandissimo.

Il tuo sostegno è molto importante!

Contribuisci anche tu alle nostre attività educative supportando l’Associazione Gruppo di Betania Onlus.

 

INSIEME È NATALE

 

 

Banca di Credito Cooperativo di Carate Brianza

Cod. IBAN IT 70 A 08440 20400 0000 0002 8281

Causale: Natale 20217