BUONA ESTATE!

L’estate per le ragazze accolte nelle nostre Comunità educative non è solo divertimento, ma è molto di più!
È CRESCITA, SCOPERTA, SOCIALIZZAZIONE, APPRENDIMENTO.
È una preziosa occasione per preparare il proprio BAGAGLIO PERSONALE,
che ha per fine la promozione dell’autonomia di ogni ragazza
all’interno della vita sociale e interpersonale. Gite culturali, corsi
sportivi, apprendimento di una lingua straniera, tirocini, vacanze di gruppo, percorsi formativi e tante altre esperienze nuove e stimolanti.
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Associazione Gruppo di Betania Onlus
Iban: IT 70 A 08440 20400 0000 0002 8281
Banca di Credito Cooperativo di Carate Brianza
Causale: attività estive

Approfondimento, scambio e confronto. L’Associazione Gruppo di Betania Onlus forma i volontari

Il corso di formazione “Nelle Radici” organizzato da Associazione Gruppo di Betania Onlus di Milano nell’ambito di Storia Nova, è rivolto ai volontari dell’Associazione Il Melograno Onlus, che da anni opera all’interno di strutture educative che accolgono giovani allontanate dalle loro famiglie dal Tribunale per i Minorenni.

Propone una formazione all’interno della quale i partecipanti hanno la possibilità di condividere esperienze e discutere, guidati da una pedagogista dell’Associazione, sul senso del servizio e sull’importanza della relazione in contesti educativi che si occupano di minori e della loro tutela, in un’ottica di prevenzione e contrasto al maltrattamento minorile.

Strumenti e competenze

Le persone che scelgono di svolgere il servizio di volontariato in ambito sociale sono risorse preziose e fondamentali per le istituzioni e il territorio. È essenziale offrire ai volontari un’adeguata formazione che permetta loro di sviluppare maggiore consapevolezza e dimestichezza con l’importante ruolo educativo che ricoprono. Il corso vuole favorire l’acquisizione di competenze e strumenti adeguati a svolgere con attenzione il delicato servizio in contesti di relazione di aiuto, nello specifico rivolto ai minori in difficoltà.

Formazione non frontale

Gli incontri di formazione si svolgono mensilmente negli spazi dell’Associazione, con la possibilità di partecipare tramite un collegamento da remoto. Una formazione non frontale, bensì un luogo di confronto e scambio con il contributo attivo di ogni partecipante. E proprio lo scambio di esperienze e modelli educativi diversi sollecitano interrogativi e offrono nuovi spunti di riflessione e approfondimento.

Gli obiettivi della formazione in corso sono la Relazione e l’Accoglienza, che vengono declinati in tematiche quali l’importanza dell’ascolto e del dialogo sia con i giovani sia con gli operatori di riferimento.

E’ inoltre rilevante supportare e guidare i volontari nei risvolti emotivi della relazione con i giovani in difficoltà.

Mantenendo al centro il tema della Relazione, attraverso i vissuti riportati dai partecipanti, è possibile affrontare alcuni approfondimenti rispetto a ciò che comporta, anche da un punto di vista istituzionale, la presa in carico di un minore seguito dai servizi sociali.

Mettersi in gioco

Partecipazione è una delle parole chiave di questo intervento formativo, che riscontra la forte volontà di chi frequenta di mettersi in gioco nella relazione di aiuto con consapevolezza e grande delicatezza.

Il confronto con la pedagogista, che opera quotidianamente nella residenzialità con giovani adolescenti, aiuta anche nella rielaborazione delle emozioni e delle situazioni, mantenendo fermo lo sguardo su quelli che sono gli aspetti di tipo istituzionale.

La formazione è un supporto importante per i volontari, che da subito si sono sentiti sostenuti nel servizio che svolgono attraverso un processo di apprendimento e un confronto che consente di aprire lo sguardo e ripensare alla relazione con le giovani in altro modo, aggiungendo tasselli e sfaccettature al loro contributo nei progetti educativi.

Approfondimento, scambio e confronto. L’Associazione Gruppo di Betania Onlus forma i volontari – StoriaNova (percorsiconibambini.it)

STORIA NOVA

Associazione Gruppo di Betania è partner del progetto nazionale STORIANOVA selezionato dall’Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il progetto intende potenziare l’offerta di interventi e attività di contrasto al maltrattamento, nella tutela e protezione dei minori in Italia, contribuendo a rafforzare la capacità di intervento delle reti specialistiche dei servizi locali e nazionali.

Destinatari del progetto sono i giovani, le famiglie, la comunità educante (scuole, associazioni di volontariato, ecc.), ma anche gli operatori territoriali sanitari e sociali con i quali si vogliono sviluppare:

· interventi preventivi, tramite corsi di formazione dedicati e rivolti agli stakeholder territoriali

· interventi diretti a favore dei giovani

· realizzazione di protocolli di intesa condivisi dai diversi attori territoriali

· promozione della cultura dell’affido

Il Progetto, che ha come capofila l’Associazione Cante di Montevecchio ed è attivo nelle sei regioni partner (Lombardia, Piemonte, Sicilia, Calabria, Marche, e Toscana), ha tra i suoi obiettivi lo sviluppo di una Rete nazionale altamente specializzata nella tutela dei minori, attraverso la condivisione e la messa a sistema di metodologie di intervento, partendo dalla volontà di promuovere il confronto e progettare insieme.

storianova-percorsiconibambini

L’esperienza di Alessandra….

Anche quest’anno abbiamo potuto organizzare per le nostre ragazze diverse esperienze propedeutiche all’inserimento lavorativo, nei settori più vari, coerentemente con i loro interessi e predisposizioni.
Gli esercizi coinvolti sono stati bar, supermercati, pasticcerie, negozi, ma anche i centri estivi ed un atelier di moda. Per tutte le ragazze è stata un’esperienza centrale di crescita, di maturazione e di possibilità per conoscersi meglio, sia nei propri punti di forza che in quelli di fragilità. Alessandra, 17 anni, proprio non si aspettava che sarebbe stata così tanto gratificata, al termine dell’esperienza…e forse neanche noi ce lo aspettavamo! Abbiamo promosso per lei, con la collaborazione di Energheia Impresa Sociale s.r.l., uno stage extracurriculare di inclusione sociale presso un bar della nostra zona, retribuito grazie al supporto economico dei nostri Enti donatori, affinché la giovane si misurasse per la prima volta con il mondo del lavoro, in un ambito affine ai suoi interessi. Alessandra è partita molto timorosa: sarò all’altezza? Mi sentirò in imbarazzo con i colleghi? Sarò capace? L’abbiamo tranquillizzata: “E’ la tua prima esperienza di lavoro, è normale che troverai qualche difficoltà, la affronteremo insieme…” A fine esperienza il titolare del bar ci ha ringraziati per avergli fatto conoscere Alessandra, che durante tutta l’esperienza è sempre stata costante, puntuale, capace di lavorare in squadra e, cosa più complessa, di gestire i clienti più esigenti e “lamentosi”, senza mai demotivarsi. Non solo, la nostra Alessandra, che in altre situazioni ha manifestato con gli educatori il disagio relativo alle sue fatiche familiari, è riuscita a tenere ben separati lavoro e famiglia…. Questa è una delle fatiche più grandi per le nostre ragazze: ma noi desideriamo che il lavoro non diventi l’ennesima difficoltà da affrontare, bensì sinonimo di riuscita e di riscatto personale: “Se voglio, posso!” La ragazza è stata ben supportata e affiancata dagli educatori, ma sicuramente anche il contesto lavorativo, accogliente e ben predisposto, l’ha incoraggiata e, soprattutto, valorizzata nelle proprie qualità, di cui lei non era affatto consapevole: al termine dello stage Alessandra non ha trattenuto la commozione di fronte agli elogi del titolare e al regalo, del tutto inatteso, che hanno deciso di farle. E non è finita qui: il bar si è reso disponibile ad offrire alla giovane un contratto di apprendistato di 1^ livello, in collaborazione con la Scuola, che le permetterà di terminare il ciclo di studi, ottenendo la Qualifica professionale, e al tempo stesso di lavorare, incrementando la propria formazione e avviando un piano di risparmio per il futuro. A inizio novembre Alessandra ha firmato il suo primo contratto di lavoro! E non sarebbe stato possibile senza lo stage propedeutico effettuato grazie al supporto dei nostri preziosi collaboratori. Desideriamo dunque ringraziare di cuore Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus e Fondazione Rocca: grazie anche a loro possiamo attrezzare le nostre ragazze per spiccare il volo.


A Natale Dona un sorriso, fai avverare un desiderio

Il Regalo più bello per questo Natale?

Il Sorriso delle ragazze di Agb!

Si stanno avvicinando le festività: perché non farle diventare un’occasione di condivisione e solidarietà? Le ragazze hanno espresso i loro desideri e noi, anche quest’anno, vorremmo poter donare ad ognuna, secondo le sue aspirazioni, un’esperienza culturale, sportiva o ludica.

Donare un momento di leggerezza a chi sta affrontando le pesanti prove della vita è un gesto grandissimo.

Il tuo sostegno è molto importante!

Contribuisci anche tu alle nostre attività educative supportando l’Associazione Gruppo di Betania Onlus.

 

INSIEME È NATALE

 

 

Banca di Credito Cooperativo di Carate Brianza

Cod. IBAN IT 70 A 08440 20400 0000 0002 8281

Causale: Natale 20217

 

PAAd – UN MODELLO PER LA PRONTA ACCOGLIENZA ADOLESCENTI

Si è concluso il progetto “PAAD” realizzato grazie al contributo di
Fondazione Comunità Milano

Il progetto ha permesso di sviluppare l’offerta della Comunità di Pronta Accoglienza Pegaso, per proporre alle ragazze accolte interventi il più possibile adatti alle loro esigenze e per dare nuove risposte a situazioni sempre più delicate e complesse.

La Comunità Educativa di Pronta Accoglienza Pegaso dal 1991 accoglie ragazze adolescenti (13-18 anni) segnalate dalle Forze dell’Ordine, dall’Ufficio di Pronto Intervento minori del Comune di Milano e dai Servizi Sociali territoriali.
Sono ragazze minorenni che, in seguito a gravi difficoltà personali, hanno urgente bisogno di una collocazione immediata che permetta di individuare insieme ai Servizi Sociali, nel tempo massimo di due o tre mesi, la soluzione educativa più adeguata ai loro bisogni. Negli ultimi anni Pegaso si è trovata ad accogliere anche un numero sempre maggiore di giovanissime non accompagnate, portatrici di difficili storie di migrazione.
Le ragazze, allontanate dal loro contesto familiare e sociale, sono vincolate a vivere in Comunità; l’obiettivo è di favorirne la socializzazione, promuovendo esperienze che sostengano e promuovano la loro crescita psicofisica.
È necessario permettere loro di proseguire il programma didattico senza perdere l’anno di scuola e, per le giovani migranti non accompagnate appena arrivate in Italia, favorire l’apprendimento dell’italiano come L2.
Per aiutare le ragazze a riconoscere e sviluppare i loro interessi, la Comunità organizza anche esperienze ludico-formative di gruppo settimanalmente quali, ad esempio, mostre, musei, gite al mare o in montagna, cinema, cena in pizzeria ecc…) e corsi sportivi interni, come corsi di danza o di yoga.

Non meno importante è consentire a ogni ragazza di ricostruire la propria storia e la propria persona anche a partire dagli averi personali, dai piccoli gesti che restituiscono dignità e la sensazione di essere accolti con amore.

Inoltre “PAAD” ha contribuito ad aiutarci a comunicare il modello che ispira questa Comunità, consolidato durante quasi trent’anni di lavoro, in modo da renderlo proponibile in altri contesti e territori e per creare un confronto intorno a questo delicatissimo ambito educativo.

Oltre all’importante contributo utile a garantire la qualità del nostro intervento educativo, grazie al Progetto PAAD siamo riusciti a pubblicare un vademecum che racconta sinteticamente il modello d’intervento, il metodo pedagogico, gli obiettivi e le procedure di questa particolare Comunità. Contiene infatti indicazioni teoriche, metodologiche e operative sul funzionamento della Comunità di Pronta Accoglienza Pegaso.

COMUNITA’ PEGASO: UN’ESPERIENZA DI PRONTA ACCOGLIENZA EDUCATIVA

Tra le Sezioni Operative dell’Associazione Gruppo di Betania che offrono Servizi socio-psicopedagogici, Villaluce è caratterizzata da una Rete di Comunità Educative, Alloggi per l’Autonomia, Progetti Sperimentali per adolescenti e la Comunità Educativa di Pronta Accoglienza per adolescenti Pegaso. In questa breve presentazione vogliamo mettere in evidenza proprio le caratteristiche di quest’ultima, pensata per ragazze allontanate dalla famiglia in situazioni di emergenza.

Nata nel 1991, la Comunità di Pronta Accoglienza ha sviluppato modelli di intervento e strumenti pedagogici per poter dare risposte immediate a bisogni primari non prevedibili la cui urgenza non consente rinvii. Le caratteristiche principali di tale tipo di intervento sono la provvisorietà e l’imprevedibilità. Dopo quasi 30 anni di sperimentazione, AGB Onlus desidera trasmettere tale competenza in modo da renderla proponibile in altri contesti e territori promuovendo un confronto intorno al tema della Pronta Accoglienza e dei diritti degli adolescenti.
Per questo motivo ha voluto pubblicare un piccolo manuale, che contiene le caratteristiche peculiari del funzionamento di questa particolare Comunità, le procedure e le buone prassi sperimentate e sviluppate, in modo da permettere agli addetti ai lavori (operatori, ricercatori ecc.) e alle realtà interessate di prendere spunti per l’apertura/l’implementazione di attività simili e per favorire lo scambio di esperienze tra le Associazioni che si occupano di minori.
La Comunità di Pronta Accoglienza Pegaso rappresenta una esperienza molto particolare sul territorio del Comune di Milano perché è una vera e propria comunità educativa dedicata esclusivamente a questo delicato tipo di intervento.
La filosofia che caratterizza la Comunità è quella di un’accoglienza specifica di ogni adolescente, che significa, pur nel breve tempo a disposizione, prendersi cura delle minori ospiti nella complessità della loro persona, individuando i loro bisogni, rispettandoli ed articolando molteplici e mirate risposte in grado di promuoverli ed emanciparli.

Il periodo di passaggio in Comunità in cui viene a trovarsi la ragazza accolta è utilizzato nell’intervento educativo per una rielaborazione del contesto precedente e una individuazione delle risorse che permetteranno alla minore di affrontare le difficoltà e le incognite rappresentate dalla futura situazione di vita.
L’ingresso della giovane in Pegaso non preclude le sue relazioni interpersonali, ma sicuramente le struttura in maniera differente. La Comunità ha il compito di gestire la rete di relazioni che ruotano attorno alla vita della minore. Tra queste, la rete con il Servizio Sociale e la rete con familiari, parenti e amici.
L’osservazione pedagogica, in questo caso, assume tutto il significato di una esperienza educativa, perché, attraverso le parole, il comportamento e il dialogo, l’educatrice cerca di conoscere, di fare reagire, di smuovere le dinamiche più profonde del vissuto adolescenziale.
Dopo i mesi di permanenza (due o tre al massimo), ovvero il tempo necessario per la fase di osservazione, l’Assistente Sociale e l’équipe educativa sono in grado di individuare la struttura più adatta alle sue esigenze e di delineare il futuro progetto educativo adeguato per la sua crescita. É necessario che la ragazza divenga consapevole che in questo lavoro può e deve essere sostenuta dal continuo sostegno pedagogico degli Educatori e dalla rete relazionale che la Comunità Educativa sviluppa con lei e per lei.
Un elemento indispensabile per una corretta osservazione pedagogica è l’aspetto della socializzazione delle minori: è infatti estremamente importante che la ragazza interagisca oltre che con le educatrici, anche con gli altri operatori della struttura, con le altre ospiti della Comunità e con gruppi di pari all’esterno. Questi svolgono una funzione educativa importantissima. Nell’agire con i pari la minore costruisce un “contesto sociale” che ha le sue norme e le sue regole, in cui la relazione è un agire che si articola nell’interazione con gli altri.
Tutte le attività quotidiane delle ragazze svolte con le Educatrici, quali il momento della spesa, della preparazione dei pasti, del riordino degli ambienti, diventano motivo di riflessione pedagogica e strumento di crescita. Queste attività, che aiutano le ragazze a prendersi cura di sé e dell’ambiente che le circonda, sono anche gli strumenti che facilitano la relazione, agevolano il dialogo e attraverso lo stimolo delle educatrici possono diventare per l’adolescente occasione per un ripensamento ed una risignificazione di un momento particolarmente critico della propria esistenza. L’avere intorno a sé un ambiente caldo, protettivo, rassicurante, restituisce all’adolescente capacità di pensiero e di rielaborazione delle emozioni altrimenti paralizzati dal dramma precedente. Recuperando pensieri ed emozioni, la minore potrà sentirsi meno in balia di eventi che hanno sempre deciso per lei. Le educatrici possono aiutarla a divenire più attiva e consapevole, capace di esprimere i suoi bisogni e desideri anche rispetto ad una collocazione futura.
La Pronta Accoglienza Pegaso vuole essere anche un luogo di crescita culturale e cura in modo particolare i percorsi scolastici formativi di ogni ospite, che considera realtà essenziali all’interno del mondo relazionale di ognuna.
Quando ne esiste la reale e concreta possibilità, la Comunità preferisce mantenere le minori collocate nella scuola di origine, dove hanno già stretto legami significativi sia con gli insegnanti che con i compagni. In questo caso, quindi, l’impegno di Educatori ed operatori sarà quello di assicurare un aiuto costante e qualificato nello studio e di curare con discrezione ed attenzione i rapporti con l’Istituzione scolastica interessata e chi la rappresenta. Quando non è possibile, gli Educatori valutano con i Servizi Sociali le possibili alternative più idonee favorendone l’inserimento della ragazza.
Nell’occuparsi delle adolescenti extra comunitarie, Pegaso si premura di inserirle nei percorsi di alfabetizzazione e scolarizzazione predisposti dalle realtà presenti sul territorio che si occupano dell’inserimento e dell’integrazione dei cittadini stranieri, con particolare attenzione alla formazione scolastica.

WishAGB – Dona e Desidera

 

Carissimi Soci, Sostenitori e Amici,

Siamo contenti di annunciarvi che da qualche giorno Associazione Gruppo di Betania Onlus è attiva su Wishraiser, la piattaforma di fundraising che permette di raccogliere donatori ricorrenti.

Se volete sostenere la nostra associazione ed i nostri progetti da oggi potrete farlo attraverso donazioni mensili, del valore desiderato, a partire da un importo di 9-15-25€ o attraverso una donazione libera a partire da 5€ che potrete comunque sospendere in ogni momento.

In questo modo diventerete sostenitori attivi e riceverete vantaggi veramente esclusivi:

infatti attraverso una donazione mensile ricorrente a AGB Onlus avrete la possibilità di partecipare all’estrazione, con cadenza regolare, di viaggi ed esperienze da sogno.

Visitate la nostra pagina su Whisraiser e aiutateci a realizzare i nostri progetti grazie al vostro aiuto.

Memberships | Wishraiser
https://www.wishraiser.com/it/memberships/associazione-gruppo-di-betania-onlus

Vi invitiamo ad aderire e invitare i vostri contatti a fare lo stesso!!!

GRAZIE!!!

Grazie al contributo di UniCredit siamo riusciti a sostituire la cucina ed il living del progetto “CasAccogliente” della Comunità Educativa Libra!

L’iniziativa è stata resa possibile grazie al progetto “Carta Etica“ di UniCredit

Il progetto “CasAccogliente” nasce con l’intento di prendersi cura degli spazi abitativi delle ragazze accolte nelle strutture educative dell’Associazione. L’obiettivo progettuale è di completare la ristrutturazione di alcuni ambienti delle strutture educative di Villaluce, maggiormente usurati dal susseguirsi frequente delle ragazze accolte.

Il Progetto “Carta E” di UniCredit prevede che, grazie alle carte di credito a contribuzione Etica (UniCreditCard Flexia Classic Etica e Visa Infinite Etica) i clienti della banca possono contribuire a fare beneficienza con il semplice utilizzo delle carte e senza alcun costo aggiuntivo. Per ogni spesa effettuata con la carta, infatti, UniCredit rinuncia ad una parte delle commissioni per alimentare un fondo destinato a sostenere diverse iniziative di solidarietà sul territorio.

Obiettivo generale del progetto è che le ragazze imparino a “fare casa”, condividendo esperienze che trasformino il loro vissuto nel desiderio di circondarsi di bello e di buono.
Il lavoro pedagogico quotidiano consiste, pertanto, nel mostrare loro che vivere la casa e rapportarsi in modo positivo con i suoi spazi e con gli oggetti che ne fanno parte, è un modo di prenderci cura di noi stessi, rispecchia il nostro modo di relazionarci e di sentirci; nell’accezione che le case “esteriori” parlano delle case “interiori”.

Pertanto, partendo dalla cura della casa, dei suoi arredi e degli oggetti che ne fanno parte, si arriva a una maggiore attenzione verso gli altri e verso se stessi; si sperimenta il piacere di vivere in uno spazio bello, sereno, ordinato, profumato per sé ma anche per le persone con le quali si convive.
In questo modo è possibile aiutare le ragazze a raggiungere obiettivi di autonomia, responsabilità, rispetto di sé e degli altri, amore verso se stesse.

In particolare, la sostituzione della cucina con una più funzionale ed attrezzata, ha il duplice obiettivo di aiutare le ragazze a sviluppare la cura per un’alimentazione sana ed equilibrata e anche per connotarsi come ambiente piacevole, adatto a scambi culturali attraverso il cibo.
Di seguito le fotografie degli ambienti prima e dopo la ristrutturazione

Grazie!

Allenate per sorridere con gli occhi

Un modo nuovo di vedere il mondo

“Recentemente leggevo che questo 2020 ci ha messo un po’ alle porte, nel senso economico del termine, eppure più che alla porta forse siamo stati messi alle finestre. Diciamo, anche, che abbiamo imparato a starci in un modo tutto nuovo che nessuno si aspettava.
Sembriamo forse gli stessi di prima eppure dentro di noi qualcosa è inevitabilmente cambiato. Abbiamo visto il nostro paese spegnersi mano a mano, ci siamo sentiti chiamati in causa. Come per gli eroi non siamo riusciti a sottrarci e abbiamo dovuto scegliere di rinunciare: agli affetti, alle abitudini, ai vizi, alla libertà.
Costrette a stare nelle nostre case, noi che non ci siamo neanche scelte. Appoggiate ai davanzali e con il naso incollato al vetro guardavamo i parchi vuoti con la rabbia di chi non vuol sentire, capire. Ci siamo dovute fermare, come una battuta d’arresto in un tempo sospeso che non ci sapeva di niente e che ci ha costrette a concentrarci su di noi, ad ascoltarci e a ripensarci. Un’operazione che alle volte ci ha fatto anche più spavento di questo virus. Eppure, più che a smettere di avere paura abbiamo voluto imparare a tremare. Ed è allora che lentamente abbiamo spostato lo sguardo da tutte quelle abitudini che ci tranquillizzavano, soprassedendo al rancore e riscoprendo ciò che abbiamo spesso trascurato, lasciandoci alle spalle le finestre e le persiane, portandoci all’interno. Come i bambini quando osservano il mondo per la prima volta, con la stessa sana curiosità, abbiamo imparato a guardare quello che da sempre avevamo di fronte. L’appartamento a volte ci è sembrato stretto e allora noi abbiamo imparato a prestare il nostro sguardo a chi con urgenza cercava una tana. Con un po’ di allenamento i nostri sorrisi sono diventati sempre più grandi, abitabili e forse adesso ci viene più difficile porgere la mano ma, nonostante questa mascherina che ci taglia il fiato, ci siamo allenate per sorridere con gli occhi. Tra compagne ci siamo interrogate e, alle volte, stropicciate un po’ la faccia, riscoprendone una nuova, curiosando oltre i nomi consumati con cui amiamo parlare di noi, degli altri, delle cose. Bizzarro come può diventare oro tutto questo tempo altro, diverso, strano…”